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Adolfo Sormani, dall'Italia alle Isole Far Oer sulla panchina dell' Havnar Bóltfelag

Adolfo Sormani, dall'Italia alle Isole Far Oer sulla panchina del

Adolfo Sormani, dall'Italia alle Isole Far Oer sulla panchina del Photo Credit: facebook


Sormani ai nostri microfoni ci ha raccontato la sua esperienza a Torshavn, dove allena la squadra locale nella massima serie del campionato nazionale

Adolfo Sormani, classe 1965, una carriera da giocatore tra Rimini, Avellino e soprattuto  il primo Parma di Arrigo Sacchi, dal quale ha, forse, colto la passione per la panchina. Conclusa l'esperienza da calciatore nellla stagione 1999-2000 nel Mestre, tre anni dopo inizia quella da allenatore: Rivignano, Portogruaro, Conegliano, Chioggia Sottomarina e Cattolica. Nel 2007 entra a far parte della Juventus nello staff del settore giovanile, e nel 2011 diventa il nuovo allenatore della squadra primavera del Napoli e responsabile tecnico dell'intero vivaio partenopeo. Nel 2012 è vice di Gianfranco Zola sulla panchina del Watford, e nel 2014 allena il Südtirol. Poi un esperienza in Albania al Partizan Tirana, in Cina al Wuhan Zall ed in Danimarca al Vejle, dove vince il campionato di 1 Divisione. Un ritorno al Partizan Tirana, il ritorno in Italia al Lavello, prima delle Isole Far Oer, appunto, all' Havnar Bóltfelag, dove lo scorso novembre ha vinto la coppa di lega. Intervenuto in Mai Visto alla Radio, Sormani ci ha raccontato quest'esperienza: "Il percorso che mi ha portato qui è stato molto semplice, il capitano della nazionale delle Far Oer è un giocatore che io avevo allenato in Danimarca, al Vejle, ed un giorno mi ha chiamato, dicendomi che l'Havnar Bóltfelag stava riorganizzandosi e cercando un allenatore che potesse riorganizzare la squadra, di rielaborare il gioco. Quanto mi hanno presentato il progetto mi è piaciuto ed ho accettato. Le infrastrutture sono di eccellenza, con campi in sintetico di ultima generazione. La velocità della palla è altissima, è importante quindi migliorare la tecnica di gioco per poter gestire il pallone meglio. Il calcio anche qui si sta trasformando, i giocatori sono ormai tutti dei professionisti, abbiamo una squadra molto giovane con delle prestazioni atletiche fenomenali, a livelli della Serie A italiana." Sormani ha poi posto l'attenzione su una sostanziale differenza tra la vita dei bambini nelle Far Oer ed in Italia, che si riflette poi nell'approccio al calcio: "Qua i bambini partono da un grandissimo vantaggio: non esiste criminalità, per cui i bambini, rispetto all'abitudine consolidata da noi dove vengono sempre accompagnati dai genitori ovunque, sono molto più liberi, fanno quello che facevamo anche noi tanti anni fa: se ne vanno in giro da soli, corrono, saltano, giocano per le strade. Organizzano partite tra amici, senza casacche, e continuano fino al tramonto. Così migliorano tantissimo le capacità coordinative, apprendendo dei gesti tecnici che poi rivedi una volta che crescono, con una qualità tecnica superiore, soprattutto all'inizio. Macnca poi l'ultimo step, quello dell'affinamento, perchè qua purtroppo non hanno ancora grandi possibilità di confronto e poi di crescita. Ma dal punto di vista delle qualità tecniche sono straordinari. Molto meglio che in Italia, dove le scuole calcio hanno purtroppo rovinato molti giovani, annullano le individualità." 



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