All'Arena Opera Festival 2026 la storia di Nabucco

Photo Credits: Arena di Verona
Redazione WebCon il suo potente simbolismo, in scena la guerra, l'amore, la conversione e la riappacificazione
Il capolavoro verdiano, che lo scorso anno ha inaugurato la stagione, porta con se' potenti simboli che raccontano l'umanità divisa da conflitti, dualismi, in un viaggio collettivo che anela alla riconciliazione. E' il Nabucco curato per regia, scene, costumi, luci e coreografie da Stefano Poda che ha debuttato il 26 giugno per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione di Michele Spotti. RTL 102.5 è media partner.
NABUCCO, LA STORIA
Il Nabucco di Giuseppe Verdi, il dramma corale per eccellenza che con la musica, e un ‘Va’, pensiero’ che ha toccato il cuore del pubblico, raccontano la guerra ma anche la riconciliazione, e si fanno messaggeri di pace. Protagonista il coro, il popolo ebraico guidato dal pontefice Zaccaria che subisce l'invasione e la deportazione da parte di Nabucco, re degli Assiri. Fra i prigionieri vi è Ismaele, il cui amore è conteso da entrambe le figlie di Nabucco: la prima, Fenena, è da lui ricambiata e si converte all'ebraismo, mentre Abigaille sublima il rifiuto in una furia ambiziosa che la porta a spodestare il padre. Nabucco per riprendere il potere si proclama dio e nell'opera subentra il soprannaturale, con un fulmine che lo colpisce e gli fa perdere il senno. Mentre Abigaille condanna a morte gli Ebrei, compresa la sorellastra Fenena, Nabucco rinsavisce pregando il Dio dei nemici: a un passo dall'esecuzione, egli guida con successo la rivolta contro Abigaille, che si avvelena e chiede perdono prima di spirare, e libera tutti i prigionieri.
IL CAST
Protagonista delle prime serate il baritono Amartuvshin Enkhbat. La parte di Abigaille è tra le più impervie mai scritte per un soprano: ad interpretarla a Verona Maria José Siri. Mediosopranile la scrittura della sorella Fenena, interpretata da Annalisa Stroppa. Zaccaria è il basso Roberto Tagliavini, il tenore Galeano Salas è nei panni di Ismaele.
Dopo il successo della Traviata inaugurale, il 33enne Michele Spotti, già direttore a Marsiglia e prossimo all'incarico a Berlino, torna in Arena per affrontare il titolo per la prima volta in Anfiteatro, per le prime sei recite, mentre dall'8 agosto la bacchetta passerà a Sebastiano Rolli, tra i massimi esperti della prassi esecutiva dell'opera italiana della prima metà dell'Ottocento. Fondamentale l'apporto del Coro di Fondazione Arena lungo tutta l'opera, preparato da Roberto Gabbiani. Oltre ai complessi artistici in scena, questa produzione di Nabucco impegna anche i tecnici areniani, in un allestimento che si estende a tutti i millenari gradoni dell'Arena e si erge anche sopra il più alto.
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