Babygirl, trama e recensione del film con Nicole Kidman
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Babygirl, trama e recensione del film con Nicole Kidman Photo Credit: Ufficio Stampa EAGLE PICTURES
31 gennaio 2025, ore 11:00
La pellicola diretta da Halina Reijn è passata dal concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia 2024
Apre al secondo posto del box office italiano “Babygirl” il nuovo film che vede protagonista Nicole Kidman che da ieri, 30 gennaio, è approdato anche nelle sale del nostro paese. La pellicola diretta da Halina Reijn è passata dal concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia 2024 dove la Kidman è stata premiata con la coppa volpi per la sua interpretazione. Ma nonostante questo, l’attrice australiana è stata snobbata dall’Academy Award assieme al film stesso che non ha preso neanche una nomination.
BABYGIRL, LA TRAMA IN BREVE
La pellicola vede protagonista Romy (Nicole Kidman), amministratrice delegata di una grande azienda che perde la testa per il giovane Samuel (Harris Dickinson), assistente stagista da poco arrivato in azienda. Romy inizia una relazione segreta con l’affascinante ragazzo, mettendo in serio pericolo la sua posizione professionale e rischiando di rovinare la sua famiglia.
BABYGIRL, LA RECENSIONE
Vorrebbe essere scandaloso, ma appare più che altro ridicolo. Vorrebbe essere un urlo provocatorio, ma produce solo tanta noia. Occasione sprecata per Babygirl e Nicole Kidman che si erano prefissati di portare sullo schermo una thriller erotico che nella sostanza risulta molto lento e con poco mordente. Una pellicola chiusa in sé stessa che resta impantanata nella sua idea di partenza senza svilupparla in modo veramente accattivante.
E se la prevenzione per le molestie sconfinasse in una repressione altrettanto dannosa? È questa l’unica domanda interessante che il film avrebbe potuto affrontare in modo intelligente e coraggioso ma la regista non sembra interessata, tanto da abbandonare subito la tematica per abbracciarne altre più stereotipate e già viste. Fin dall’inizio si cerca di avviare un dialogo velato con altri testi importanti del cinema degli ultimi anni che hanno alzato di gran lunga l’asticella della rappresentazione sessuale sul grande schermo. “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick che vedeva nel ruolo della protagonista proprio Nicole Kidman, ma anche “Basic Instinct" di Paul Verhoeven. Il confronto è perso ancor prima di cominciare. Poteva anche essere interessante proporre un testo che si divertiva a destrutturare e attualizzare queste grandi pellicole, ma l’intento resta solo un'idea abbozzata e mal sviluppata.