Bruce Springsteen a San Siro e il J’accuse all’America di Trump

L’artista ha mostrato come si trasforma un concerto in un vero e proprio rito, regalandosi ai propri fan, nel vero senso della parola
"Benvenuti nel tour della terra della speranza e dei sogni"
Un concerto che diventa un atto politico. La gloriosa storia della musica come pretesto per raccontare il termometro del tempo presente. Ieri sera Bruce Springsteen si è preso lo stadio San Siro di Milano: un ritorno nel quarantennale del suo primo show, con il suo popolo tutto lì a cantare alcuni dei brani più emblematici della sua carriera, ormai divenuti quasi inni generazionali.
“STASERA VI CHIEDO DI SOSTENERE LA DEMOCRAZIA”
Death to My Hometown, Atlantic City, Hungry Heart: canzoni intramontabili che il pubblico sembra voler mettere in tasca, cantandole all’infinito anche quando Springsteen smette di intonarle.
L’artista ha dimostrato come si possa trasformare un concerto in un vero e proprio rito, consolidando momenti iconici e donandosi davvero ai suoi fan, nel senso più autentico del termine. A 75 anni il rocker del New Jersey sul palco è inarrestabile e non ha alcuna voglia di rallentare. Pura energia e inarrestabile forza intellettuale.
Ma il Boss sa bene che la musica è anche – e soprattutto – un atto politico:
“L’America che amo, faro di speranza e libertà, che per 250 anni è stata terra di sogni, ora è nelle mani di un’amministrazione corrotta, traditrice e incompetente.”
Un vero e proprio J'accuse alla politica di Trump: “Stasera vi chiedo di sostenere la democrazia, di alzarvi e far sentire la vostra voce contro l'autoritarismo,” ha concluso l’artista.
D'altro canto, negli oltre 50 anni di carriera ne ha visti di presidenti succedersi alla Casa Bianca e non ha mai mancato di dire la sua. "Questo tour" - sottolinea - "mostra il potere giusto dell’arte, della musica e il rock and roll in tempi pericolosi".
SPRINGSTEEN SUL GRANDE SCHERMO
In autunno uscirà al cinema un biopic sulla vita del Boss, interpretato da Jeremy Allen White. Sarà nelle sale dal prossimo 23 ottobre e si intitolerà "Springsteen: Liberami dal nulla". Il film si concentrerà su un momento preciso della carriera dell’artista, riportandoci alla realizzazione dell’album Nebraska, nel 1982: un giovane musicista sul punto di diventare una superstar mondiale, alle prese con il difficile equilibrio tra la pressione del successo e i fantasmi del suo passato.
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