Cambia il modo di fare turismo in Italia, dal Grand Tour si passa al turismo di massa, lo fotografa l'Istat

In cento anni è decuplicata la presenza negli hotel, è boom di stranieri, grazie anche alla rivoluzione delle piattaforme online
Il turismo in Italia è un settore che non conosce crisi, anzi, nel nostro Paese si registra un forte aumento delle presenze negli alberghi che sono quasi decuplicate, grazie anche alla crescita della presenza degli stranieri favoriti anche dai voli low cost. A contribuire anche la rivoluzione delle piattaforme digitali. Quello turistico è un settore che oggi contribuisce a quasi il 10% del Pil. Lo sostiene l'Istat che nello studio “Dal Grand Tour al turismo di massa”, ha ripercorso l'evoluzione del turismo italiano dal 1924 al 2025. Quello preso in considerazione è stato un secolo di grandi trasformazioni del settore che è passato da fenomeno elitario a pilastro dell'economia italiana.
L’evoluzione
È lontana l'epoca del Grand Tour, quando l'Italia era solo una meta privilegiata di aristocratici e artisti europei. Oggi il turismo è di massa, è fatto di low cost, di prenotazioni online e di milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. E a certificarlo sono i numeri: in cent'anni le presenze negli alberghi italiani sono aumentate da 32 a 288 milioni, (considerando anche le strutture extra-alberghiere).
La svolta
Il boom economico degli anni Sessanta ha dato la spallata finale al turismo d’elite a cui si aggiunge il potenziamento delle infrastrutture di trasporto, che facilitano gli spostamenti a fasce sempre più ampie della popolazione. Solo la pandemia del 2020 ha interrotto questa crescita, con un crollo superiore al 50%. Ma questa perdita è stata recuperato negli anni successivi.
Cambia la domanda
Nel corso degli anni è cambiata la domanda. Se fino a pochi decenni a prevalere erano i turisti italiani, oggi, invece, sono gli stranieri a rappresentare il 55,3% delle presenze complessive, contro il 33,6% del 1990. Questa evoluzione è stata favorita dall'espansione dei collegamenti aerei, soprattutto dalla nascita delle compagnie low cost, che hanno reso l'Italia una destinazione ancora più accessibile.
Il turismo componente fondamentale per l’economia
Dall’analisi dell’Istat emerge che il settore continua a essere una componente fondamentale dell'economia nazionale. Secondo il Conto satellite del turismo (uno strumento statistico utilizzato per misurare il reale contributo del comparto all'economia) nel 2023 il settore ha generato un contributo diretto pari al 5% del Pil e un ulteriore 4,6% attraverso gli effetti indiretti sulle altre attività economiche, dalla ristorazione ai trasporti, dal commercio ai servizi.
Il posizionamento dell’Italia
Se nel 1995 l’Italia era la prima destinazione turistica dell’Unione Europea per numero di presenze, oggi il nostro Paese è stato superato dalla Spagna, pur mantenendo un ruolo di primo piano davanti a Francia e Germania. Contemporaneamente è stata ampliata la provenienza geografica dei visitatori. La ricerca mostra come, se negli anni Sessanta gran parte dei turisti arrivava dall'Europa, oggi quasi la metà delle presenze straniere proviene da Paesi extraeuropei. Per quanto riguarda le mete, Roma si conferma la principale destinazione, seguita da Milano, Venezia, Firenze e Napoli.
La rivoluzione digitale
Il digitale ha poi contribuito al successo del settore. Tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate attraverso le più note piattaforme, sono quasi raddoppiate, passando da circa 66 a quasi 127 milioni. Oggi l'Italia è il terzo Paese europeo per volume di prenotazioni attraverso queste piattaforme, alle spalle di Francia e Spagna.




