Charlize Theron, Gli esseri umani sempre assetati di potere

Charlize Theron: "Gli esseri umani sempre assetati di potere"

Charlize Theron: "Gli esseri umani sempre assetati di potere"


31 marzo 2016, ore 15:31 , agg. alle 15:47

L'attrice in un incontro a Milano e a RTL 102.5 svela il nuovo film "Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio"

Bellissima e con un filo di trucco, Charlize Theron si è presentata alla stampa milanese in un lussuoso albergo del centro per presentare il suo nuovo film "Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio", prequel di "Biancaneve" al cinema dal 6 aprile con Chris Hemsworth, Emily Blunt e Jessica Chastain. "Questo film in fondo racconta come gli essere umani - ha detto l'attrice Premio Oscar- nel corso dei secoli non siano cambiati. Sono sempre assetati di potere".
Perché ha accettato di recitare in questo film?
Per il mio senso di libertà di ampliare il confine della realtà. Il mondo è talmente magico che qui non solo tratta l'essenza del male ma in quanto attrice mi si è offerta l'opportunità di esplorarlo.

E' stato difficile interpretare la regina cattiva?
Ero consapevole che la regina cattiva è davvero una icona. Ho cercato su Google tutti i personaggi tipici che si ricollegavano alla regina e ho trovato tanti elementi come i capelli, il collo e le sopracciglia inarcate. Durante il primo film ("Biancaneve e il cacciatore") ho capito che cosa volevo fare: l'esatto opposto. Volevo rendere questa regina moderna e farla diventare vera e quindi sul piano visivo questo si è tramutato in una regina dalla carnagione chiara e capelli biondi. Una bella sfida per rendere un personaggio così eterno e che risuoni attuale comunque per un pubblico moderno e non sembri datato.

Il tema di "Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio" è da considerarsi attuale?
Se prendiamo tutte le fiabe e pensiamo che sono state scritte centinaia di anni fa, ci accorgiamo di quanto siano attuali. Sono racconti con alla base l'eterna lotta tra luce e oscurità. Quando leggo le fiabe ai miei figli mi rendo conto della loro contemporaneità. Tramutando questa dimensione nel linguaggio del cinema ci si rende conto di quanti comportamenti siano rimasti immutati negli uomini. Ci sono essere umani ancora assettati di potere e crudeli tra loro stessi.