Colpita la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. Israele: un errore. Meloni condanna l'attacco

Otto i feriti in modo molto grave, oltre al parroco, padre Romanelli, che è stato colpito in modo più lieve. Questo il bilancio del raid di questa mattina. Condanna della politica agli attacchi sui civili. Tel Aviv dichiara che si è trattato di un 'errore di tiro'
Il valore simbolico è enorme. La parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza è stata colpita da un raid Israeliano. Ci sarebbero 8 feriti gravi. Due donne, in un primo momento ritenute morte poiché "non davano segni di vita", sono, in realtà, ferite e ora "ricoverate dopo essere state rianimate". Alcune fonti spiegano che "Sono ancora in pericolo di vita”.
IL RAID
Il raid di questa mattina sulla chiesa cristiana, unico presidio cattolico nella Striscia, oltre agli 8 feriti gravi, ha coinvolto anche il parroco Gabriel Romanelli, che è stato colpito ad una gamba, in modo lieve. Il comunicato del Patriarcato di Gerusalemme ha pubblicato il comunicato sulla vicenda: "La chiesa della Sacra Famiglia a Gaza è stata colpita da un raid questa mattina. Ci sono diversi feriti, tra cui padre Gabriel Romanelli. Attualmente non ci sono vittime confermate. La Chiesa ha avuto danni. Il Patriarcato fornirà ulteriori informazioni".
L'ATTENZIONE DI BERGOGLIO
Papa Francesco, aveva avuto un’attenzione speciale per i cristiani martoriati di quell’enclave, e dal 9 ottobre 2023, pochi giorni dopo l’inizio dell’offensiva israeliana, sino al giorno prima della sua morte in aprile, il Santo Padre aveva dedicato tutti i giorni, anche durante i ricoveri, alcuni minuiti ai parrocchiani, con una telefonata per avere notizie dei fedeli e per portare conforto. Il prete aveva raccontato in una intervista dell’attenzione del Pontefice, scomparso ad aprile, nei confronti dei bambini della comunità e dell’incoraggiamento a continuare a fare del bene, nonostante l’inferno in corso. Padre Romanelli aveva anche denunciato che dall’inizio della guerra la comunità cristiana è stata dimezzata dei bombardamenti
UN ERRORE MORTALE, NON E' IL PRIMO
Secondo alcune fonti, Israele si sarebbe giustificato affermando che si è trattato di "un errore di tiro". Uno sbaglio, il secondo in pochi giorni, dopo quello che, nel centro di distribuzione degli aiuti a Rafah gestito da Tel Aviv e Washington il Gaza Humanitarian Fundation, aveva ucciso anche diversi bambini che aspettavano il cibo. Intanto, tra stop and go, continuano le trattative per fermare il massacro. E Gaza si continua a morire, anche solo per un errore… la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni condanna: "Sono inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile che Israele sta dimostrando da mesi” ha affermato la Premier. “Nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento". Intanto, le forze governative siriane si sono ritirate dall'intera provincia di Sweida, a maggioranza drusa, nel sud della Siria, come ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani e alcuni testimoni.
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