Coronavirus paura in Cina: Lockdown a Pechino a causa di un'impennata di contagi
17 giugno 2020, ore 15:22
Sotto accusa una fornitura di salmone arrivata a Pechino, ma la Norvegia nega tutto
In Cina, a Pechino, nel mercato di Xinfadi, è esploso un nuovo focolaio di coronavirus, che ha costretto il regime a imporre ancora una volta un lockdown. Come era accaduto all'origine della pandemia mondiale a Wuhan, al centro dell'attenzione ci sono i venditori ambulanti e il cibo.
Il salmone sotto accusa
A Pechino, dopo il nuovo focolaio, si è diffusa un'ipotesi non verificata, ma che è ormai accreditata dall'opinione pubblica, cioè che a riportare il coronavirus sia stato il salmone importato dalla Norvegia. Le autorità hanno subito bloccato l'arrivo del pesce dall'Europa. I supermercati hanno tolto tutte le confezioni dai propri reparti, gettando il salmone affumicato nella spazzatura. Vuoti i locali che propongono il sushi. La Norvegia ha negato che il proprio salmone sia all'origine dei contagi. "Stiamo lavorando ai dettagli - ha detto il ministro della pesca Odd Emil Ingebrigtsen - posso confermare che il caso è in fase di risoluzione". E anche dal governo di Pechino sembrano arrivare rassicurazioni in merito.
Un'ipotesi che sembra fantasiosa
Per ora non ci sono evidenze scientifiche che il salmone possa veicolare il virus. E' improbabile che il prodotto conservi in sé il patogeno per tutto il viaggio e lo liberi poi una volta scongelato. Il coronavirus è stato trovato sui banchi del mercato di Xinfadi e gli esperti ritengono che sia arrivato lì perché un persona contagiata ha tossito o starnutito. A Pechino comunque sono state mobilitate migliaia di persone per controllare tutti gli alimenti importati. Il terrore che il virus possa rientrare in Cina dai Paesi stranieri è altissimo.
Allarme massimo a Pechino
Dopo l'incubo di Wuhan, la preoccupazione a Pechino è alle stelle. I contagi sono poco più di cento, ma il timore è che l'epidemia possa diffondersi rapidamente. Le scuole sono state tutte chiuse, la capitale è stata isolata dal resto del Paese e molti voli in partenza dagli aeroporti di Pechino sono stati cancellati. I medici hanno già rintracciato 200mila persone che hanno visitato il mercato in cui ha avuto origine il contagio. Si stanno effettuando test di massa.
Il mondo resta in allerta, drammatici i dati del Brasile
Il nuovo lockdown cinese fa temere all'Europa la possibilità di una nuova ondata di contagi. Chi, invece, è nel pieno della pandemia è il Brasile. Nel Paese si sono registrate 1.282 vittime nelle ultime 24 ore per un totale di più di 45mila morti dall'inizio della crisi. Preoccupano i nuovi positivi, che in giorno hanno raggiunto la cifra record di 34.918. Si tratta dell'aumento di contagi più alto mai registrato, come ha annunciato il ministero della Sanità.
Bolsonaro il negazionista
Da più parti piovono critiche sul presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Il Capo di Stato ha sottovalutato la pandemia sin dall'inizio tra battute di cattivo gusto e volontà di far continuare regolarmente la vita del Paese. Quando l'emergenza era ancora nel pieno, il Governo ha deciso di allentare le misure di distanziamento sociale a San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia. Secondo una ricerca, la ripresa delle attività lavorative potrebbe far aumentare del 71% i decessi nella sola San Paolo nell'arco della prima settimana del mese di luglio.