Crans-Montana, la replica della procuratrice del Canton Vallese dopo l’indignazione mostrata dall’Italia per la scarcerazione di Jacques Moretti

Non cederò a eventuali pressioni del governo di Roma, ha sottolineato Béatrice Pilloud
"Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera ma non cederò a un'eventuale pressione delle autorità italiane", così la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, titolare dell'inchiesta sulla strage di Capodanno di Crans-Montana, dopo l’indignazione espressa da Palazzo Chigi e dalla Farnesina per la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, titolare con la moglie Jessica del locale teatro del rogo di Capodanno costato la vita a 40 persone. Una decisione definita inaccettabile dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Richiamato a Roma dalla Farnesina l'ambasciatore d'Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado per consultazioni, una decisione voluta dalla premier Meloni. Secondo Tajani, Jaques Moretti, responsabile oggettivo con la moglie della strage di giovanissimi, ora che è tornato a casa potrebbe tentare la fuga. La procuratrice generale del Canton Vallese, replicando alle critiche arrivate dall’ Italia, ha sottolineato che la scarcerazione di Moretti non è stata presa dal suo ufficio. Riferendo di essere stata contattata stamattina dall'ambasciatore italiano in Svizzera, ha detto: "Ho spiegato che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale delle misure coercitive”. “Ho consigliato all'ambasciatore italiano di rivolgersi alle autorità politiche svizzere" ha concluso Béatrice Pilloud.
Parla il presidente della Confederazione elvetica dopo le tensioni diplomatiche tra Italia e Svizzera
"Possiamo comprendere l'indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti. Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico". E' quanto ha dichiarato il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, dopo la risposta italiana alla scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti. "Dobbiamo sostenere le famiglie delle vittime. Per questo ieri, assieme alla procura abbiamo spiegato a che punto siamo e cosa vogliamo fare, assieme al Canton Vallese per accompagnarle. E sarà un processo lungo", ha aggiunto Parmelin.
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