Danny Elfman in concerto a Roma: il suono del cinema tra gotico e fantasia

Un viaggio attraverso oltre trent’anni di cinema, da Edward mani di forbice a Batman, da Beetlejuice a The Nightmare Before Christmas, fino a Mercoledì
Atmosfere gotiche, melodie fiabesche e sonorità riconoscibili.
Danny Elfman arriva a Roma per un appuntamento che ha già il sapore dei grandi eventi, non solo per gli appassionati di colonne sonore. Mercoledì 1° luglio, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si prepara a trasformarsi in una camera acustica sospesa tra cinema e immaginazione.
Il grande compositore che ha trasformato i sogni in incubi meravigliosi si prepara al concerto Danny Elfman’s Music from the Films of Tim Burton.
DANNY ELFMAN, UN VIAGGIO MUSICALE ATTRAVERSO IL CINEMA
Compositore, cantante e musicista statunitense, tra i più influenti della scena cinematografica contemporanea. Nato nel 1953, ha iniziato la sua carriera come frontman del gruppo new wave Oingo Boingo, prima di dedicarsi alla musica per il cinema.
La serata, inserita nel Roma Summer Fest 2026, sarà un vero e proprio viaggio attraverso oltre trent’anni di cinema, da Edward mani di forbice a Batman, da Beetlejuice – Spiritello porcello a The Nightmare Before Christmas, fino a Mercoledì, con clip selezionate da Tim Burton a dialogare con l’esecuzione dal vivo.
La musica si dispone così come architettura narrativa autonoma, capace di evocare immagini e mondi senza bisogno di schermo, pur accompagnata da una selezione visiva pensata per amplificarne la memoria emotiva. Il progetto, nato alla Royal Albert Hall nel 2013 e poi approdato nei principali teatri internazionali, si fonda su un equilibrio preciso tra orchestrazione sinfonica e immaginario cinematografico. Elfman ha descritto la natura del format come una costante negoziazione tra durata e repertorio, in cui ogni scelta comporta rinunce imposte dai limiti scenici e dalle regole esecutive delle grandi orchestre.
Ad accompagnare il compositore ci sarà l'Orchestra Roma Sinfonietta, fondata nel 1994, che porta sul palco la propria identità trasversale, maturata tra repertori barocchi, contemporanei, jazzistici e cinematografici, con collaborazioni che includono Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov, Quincy Jones e Roger Waters.
La scrittura di Elfman trova una dimensione sinfonica che ne esalta la natura ibrida, tra fanfare deformate, cori infantili e melodie sospese.
IL GOTICO DIVENTA FANTASTICO
Al centro dell’universo sonoro resta la lunga collaborazione tra Elfman e Tim Burton, un sodalizio che ha definito un’estetica riconoscibile nel cinema contemporaneo. Le loro opere hanno costruito un linguaggio in cui outsider, malinconia e stranezza si trasformano in codice pop, dove il gotico assume forme di tenerezza deviata e il fantastico diventa specchio dell’emotività umana. Da La sposa cadavere a Big Fish, da Alice in Wonderland a La fabbrica di cioccolato, fino al recente lavoro su Dracula: A Love Tale di Luc Besson, la scrittura musicale di Elfman si muove tra eccesso emotivo e reinvenzione del mito.
Una serata da non perdere che diventa quasi un archivio vivente di immagini sonore, dove il cinema continua a esistere attraverso l’orchestra e la memoria collettiva si rinnova nell’ascolto condiviso.
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