Davos, dopo tanti anni, la presenza di Trump catalizzerà l'attenzione. Sul tavolo l'occupazione della Groenlandia e i nuovi dazi

Il presidente degli Stati Uniti ostenta tranquillità sull'acquisizione di nuovi territori. Il folto gruppo americano arriva in Svizzera con il miliardario Finck, del fondo BlackRock, che ha trainato al Forum il gota finanziario internazionale
Sulla fiancata di una montagna di Davos, era comparsa una scritta sulla neve ‘No Imperialisism’. Era rivolta a Trump e al suo sconsiderato desiderio di annessione di nuovi territori, ma la neve era poca e il presidente americano non farà in tempo a vederla quando oggi arriverà nella città svizzera per il World Economic Forum.
IL PALCO PER SODDISFARE L'EGO
Sul tavolo svizzero diversi i temi caldissimi da affrontare con gli americani, che arriveranno in tanti. Il Capo della Casa Bianca arriverà con il segretario del Tesoro Bessent, Il segretario di Stato Rubio, quello del Commercio Lutnick, il suo negoziatore preferito Witkoff, e anche il genero preferito Kushner. Ma il vero Kingmaker dell’evento, quello che ha saputo convincere il Tycoon a partecipare alla kermesse di miliardari, dopo 6 anni di assenza è Larry Fink, il fondatore e amministratore del fondo BlackRock, che gestisce fondi per 14 mila miliardi di dollari, una cifra quasi pari al Pil dell’area euro. Insomma, non uno qualsiasi. Il magnate ha smosso tutto il gota finanziario mondiale per convincere Trump a presenziare, garantendogli un palco in solitaria per una conferenza che potesse ingolosire l’ego del capo americano.
I TEMI SCOTTANTI E I NODI
Il dossier sulla Groenlandia, la minaccia dei nuovi dazi sull’import europeo da parte del Tycoon per i Paesi che hanno mandato militari sull’isola artica, la costituzione del Board of peace, l’intelligenza artificiale, i rapporti di forza, ma soprattutto l’esclusione dal Forum di tutte le tematiche ambientaliste e woke indigeste al presidente americano saranno al centro del grande incontro in Svizzera. Dove, però, non sarà possibile escludere le tante affermazioni di questi giorni di Donald Trump. Oltre ad essere convinto che gli europei non opporranno grande resistenza all’occupazione dell’isola di ghiaccio, il presidente ha affermato di aver avuto un’ottima conversazione con il segretario della Nato Rutte sull’Air Force One mentre raggiungeva Davos, poi, ha pensato di mostrare un biglietto privato di Macron, che non sarà in Svizzera, che lo invita a Parigi per discutere i temi più scottanti, come la minaccia di imporre dazi del 200% su vini e Champagne francesi a seguito del rifiuto dell’Eliseo di far parte del Consiglio per la Pace. Tensione altissima, dunque, per l’arrivo di Trump in Europa, soprattutto dopo la missiva del Capo della Casa Bianca al premier norvegese, nel quale il leader americano chiariva che la Pace per gli USA non è più una priorità visto che gli è stato negato il Nobel. Oggi il Tycoon chiarirà quali sono queste priorità
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