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Football Americano, i Philadelphia Eagles vincono il Superbowl contro Kansas City Chiefs davanti a Donald Trump

Football Americano, i Philadelphia Eagles vincono il Superbowl contro Kansas City Chiefs davanti a Donald Trump

Football Americano, i Philadelphia Eagles vincono il Superbowl contro Kansas City Chiefs davanti a Donald Trump Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


I Chiefs non riescono a vincere il terzo titolo consecutivo, mai riuscito a nessuna squadra NLF. Gli Eagles vincono il secondo Vince lombardi Trophy della loro storia davanti al presidente americano

I PHILADELPHIA EAGLES VINCONO IL SUPERBOWL

I Philadelphia Eagles conquistano il Super Bowl 2025, trionfando nella 59ª edizione della finale NFL e portando a casa il secondo titolo della loro storia. Sotto la guida dell’allenatore Nick Sirianni, di chiare origini italiane e con una bandiera tricolore sulle spalle, la squadra biancoverde domina la sfida contro i Kansas City Chiefs, annientati con un perentorio 40-22. Il punteggio non riflette pienamente la netta superiorità mostrata da Philadelphia, che si prende la rivincita sulla formazione di Andy Reid, vincitrice dello scontro di due anni fa. I Chiefs, alla ricerca del terzo titolo consecutivo e del quinto in assoluto, vedono sfumare il sogno di consolidare la loro dinastia, complice una serata da dimenticare per il loro fuoriclasse Patrick Mahomes, protagonista di una delle peggiori prestazioni della sua brillante carriera. Il quarterback, già vincitore di tre anelli, incassa la seconda sconfitta in una finale. Kansas City, quindi, resta ferma a quota quattro successi, mentre il record assoluto continua a essere condiviso da New England Patriots e Pittsburgh Steelers, entrambi con sei titoli. Subito dietro, con cinque trofei, ci sono i Dallas Cowboys e i San Francisco 49ers. I Chiefs avranno un’altra occasione il prossimo anno, quando il Super Bowl numero 60 si disputerà al Levi’s Stadium di Santa Clara, casa dei 49ers.


LE PAROLE DI DONALD TRUMP A NEW ORLEANS

"Il successo unisce il Paese", ha dichiarato Donald Trump, presente sugli spalti a tifare per Kansas City, ma il trionfo è stato degli Eagles. Il presidente, accompagnato dallo speaker della Camera Mike Johnson, dal Whip del Senato John Barrasso, dalla figlia Ivanka, dalla nuora Lara e dal figlio Eric, ha lasciato lo stadio prima del fischio finale, vedendo sfumare la possibilità che Mahomes conquistasse il suo quarto titolo, e soprattutto il terzo consecutivo, un’impresa mai riuscita prima nella storia della NFL. Philadelphia ha trovato in Jalen Hurts il proprio eroe, rovinando la serata a Trump, che aveva costruito una narrazione attorno alla sfida tra due quarterback afroamericani, quasi come se fosse un imperatore davanti ai suoi gladiatori. Il successo degli Eagles ha invece fatto esultare l’ex First Lady Jill Biden, sugli spalti con il nipote Hunter in una New Orleans blindata dopo l’attacco terroristico di Capodanno a Bourbon Street.

TUTTI I VIP DEL SUPERBOWL

Tra gli spettatori anche molte celebrità: Tim Cook di Apple, Rupert Murdoch – la cui Fox aveva i diritti per la trasmissione della partita – Jay-Z con le figlie Blue Ivy e Rumi, e naturalmente Taylor Swift. La popstar, fidanzata con Travis Kelce, tight end dei Chiefs, ha vissuto una serata amara, non solo per la sconfitta della sua squadra, ma anche per i fischi ricevuti da una parte del pubblico, che preferiva apertamente gli Eagles. Con il futuro del suo compagno in bilico, Kelce potrebbe decidere di lasciare il football alla fine della stagione. Durante il viaggio verso New Orleans, Trump ha lanciato una serie di annunci, tra cui l’istituzione del 9 febbraio come giornata nazionale del nuovo Golfo d’America, l’introduzione di nuovi dazi su acciaio e alluminio, un'idea provocatoria di annessione del Canada come 51º stato degli USA e l’eliminazione della produzione dei penny.


L'HALFTIME SHOW DI KENDRICK LAMAR E SZA

L’intervallo ha visto protagonista Kendrick Lamar, vincitore di un premio Pulitzer e di numerosi Grammy. Il rapper di Compton si è esibito accanto a SZA e alla leggenda del tennis Serena Williams, utilizzando il palco del Super Bowl per lanciare una nuova frecciata a Drake con il brano "Not Like Us". Pur evitando i versi più espliciti della canzone, Lamar ha comunque alluso alle accuse contro il rapper canadese, giocando con il termine musicale "A Minor", che nell’ambiente anglosassone indica la tonalità di La minore, ma che può anche riferirsi a minorenni. A un certo punto dello show, un personaggio vestito da Zio Sam con i colori della bandiera americana è intervenuto scherzosamente, invitando Lamar a "contenere il suo spettacolo" perché "troppo ghetto". Tuttavia, l’intera cerimonia pre-partita è stata un inno alla diversità, a partire dall’interpretazione jazz dell’inno nazionale da parte di Jon Batiste, vincitore di un Oscar e di un Grammy, e dall’esecuzione di "Lift Every Voice and Sing", noto come l’inno della comunità afroamericana, cantato dalla premiata Ledisi. A rendere omaggio alla tradizione musicale di New Orleans, una brass band composta interamente da donne ha offerto una performance speciale prima del kickoff. 


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