Giorgia Meloni, ci hanno denunciato per concorso in genocidio. Unicum nella storia e nel mondo

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Redazione WebPresidente del Consiglio a tutto campo ospite di Bruno Vespa su Rai1. Parla anche di temi interni, dalla manovra al costo dell'energia, alla giustizia
La presidente del Consiglio ospite di 5 Minuti e Porta a Porta su Rai1 è intervenuta su temi di politica interna ed estera. Con i ministri Tajani, Crosetto e Cingolani siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio, ormai la sinistra non sa più dove denunciarci per tentare di intervenite per via giudiziaria, ha scandito Giorgia Meloni. Per poi aggiungere che il clima si sta imbarbarendo e che non conta più le minacce di morte. La premier si è detta scioccata dal fatto che nella manifestazione a sostegno di Gaza uno degli striscioni di testa fosse quello che inneggiava al terrore del 7 ottobre e che se si permette una cosa del genere forse la tesi dei semplici infiltrati è un po' riduttiva. Sul fronte interno la manovra, il costo dell’energia, la giustizia e l’autonomia sono gli altri temi toccati nell’intervista, quindi la replica asciutta a Renzi sulle ambizioni meloniane per il Quirinale: faccio il presidente del Consiglio, mi basta e mi avanza.
LE MANIFESTAZIONI PER GAZA E LE DENUNCE AL GOVERNO
"Io ho grande rispetto delle manifestazioni, ne ho organizzate una infinità. Le violenze erano organizzate e preordinate, non da chi organizzava ma sono fenomeno un po' più ampio. Uno degli striscioni di testa inneggiava al terrore del 7 ottobre, quando si consente a chi inneggia al terrorismo di Hamas di stare in testa al corteo forse la tesi dei semplici infiltrati è un po' riduttiva. Ma ho grande rispetto per le persone scese in piazza per una questione sentita", ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite di Cinque minuti. Il presidente del Consiglio ha ricordato che con i ministri Tajani, Crosetto e Cingolani sono stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio, "ormai la sinistra non sa più dove denunciarci per tentare di intervenite per via giudiziaria", ha scandito Meloni. Per poi aggiungere che il clima si sta imbarbarendo e che non conta più le minacce di morte.
I TEMI INTERNI
Capitolo manovra, l'ipotesi di un possibile intervento sulle banche non è stato escluso da Meloni. "L'abbiamo già fatto lo scorso anno, non ho intenti punitivi verso il sistema bancario, che è un asset della nazione. Confido si possa trovare soluzione anche quest'anno, perché c'è chi ha potuto contare su uno scenario migliore, anche generato da quello che la politica ha fatto. Ci invece sono degli italiani che però ancora vanno messi in sicurezza, e penso che si possa chiedere una mano", alle banche "come l'anno scorso". Quanto al costo dell'energia "va abbassato strutturalmente" ha detto dicendosi disponibile a lavorare sulla proposta di Calenda, il leader di Azione. L'Autonomia differenziata "è una delle principali riforme del governo che vogliamo portare a termine".
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