Hezbollah non accetta il cessate il fuoco concordato da Israele e Libano, definendo una farsa il negoziato

Photo Credits: Ansa: Wael Hamzeh
Redazione WebL’Unifil indaga sulla morte sul casco blu di nazionalità serba ucciso da colpi di mortaio nel sud del Paese dei Cedri
Continue violazioni della tregua in Libano a poche ore dalla firma dell’accordo. Hezbollah non ha accettato il cessate il fuoco, in quanto non prevede il ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese e il ritono degli sfollati al sud. “L'accordo di Washington tra Libano e Israele è una capitolazione e una sconfitta”, ha detto Naim Qassem, il leader del movimento paramilitare di stampo islamista sciita, invitando il governo di Beirut a porre fine a quella che ha definito la farsa dei negoziati con Tel Aviv. "L'esito di questi negoziati diretti, assurdi, umilianti e vergognosi, per il Libano viene respinto senza riserve da gran parte della popolazione libanese", ha aggiunto Qassem.
Morto casco blu in Libano, Israele accusa Hezbollah
Dopo la morte di un casco blu della missione Unifil, nel sud est del Libano, le forze armate israeliane hanno accusato Hezbollah di avere sparato i colpi di mortaio che hanno causato l’uccisione del 36enne militare di nazionalità serba e il ferimento di altri due peace keeper spagnoli. Intanto nuovi ordini di evacuazione da parte dell’Idf a sud del fiume Zahrani nel Libano Meridionale, dove continuano gli attacchi israeliani contro strutture attribuite a Hezbollah. L'Unifil ha annunciato l'apertura di un'indagine per chiarire le circostanze dell'accaduto, sottolineando di aver registrato negli ultimi tempi un numero crescente di attacchi. "La violenza deve cessare", scrive la missione Onu in una nota, in cui si invitano tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite.
Ancora morti e feriti in LIbano
Almeno sei morti e otto feriti. È il bilancio degli attacchi condotti dall'Idf in Libano nelle ultime ore. Secondo il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour, i raid israeliani hanno colpito sette volte il comune di Sohmor, nella valle della Bekaa occidentale, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro. Nella zona della diga di Qaraoun è stato colpito un altro civile e alla periferia di Lebbaya si contano due feriti. A Tiro una persona è rimasta vittima di un offensiva condotta con droni, mentre un'altra è rimasta ferita. Colpite dagli attacchi israeliani anche le città di Nabatieh e Bint Jbeil.
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