"Il giudice dei dannati", la Divina Commedia continua a essere una fonte d'ispirazione formidabile: i retroscena del thriller con l’autore, Daniele Soffiati

"Il giudice dei dannati", la Divina Commedia continua a essere una fonte d'ispirazione formidabile: i retroscena del thriller con l’autore, Daniele Soffiati Photo Credit: “Il giudice dei dannati” di Daniele Soffiati, Mondadori
02 aprile 2025, ore 09:00
Un romanzo “infernale” quello imbastito da Daniele Soffiati, con un misterioso assassino seriale che si “lascia ispirare” nei suoi crimini dal sommo poeta, Dante Alighieri
Le pagine dei libri sono veri e propri universi in cui perdersi, in storie che si muovono in tante direzioni differenti. E non è raro che alcune di queste storie sappiano stuzzicare di giustezza corde specifiche nell’animo dei lettori.
Riportarli a precise epoche storiche del passato, come avvenuto con “L’urlo dei gattopardi”. Viaggiare con la mente verso mete lontane, a confronto con personaggi iconici come ne “La biblioteca dei libri dimenticati”. Oppure calarsi in atmosfere da thriller in cerca di verità ben celate, come in “Uccidi i ricchi”.
Per gli amanti dei misteri da svelare arriva una nuova proposta molto intrigante, che porta sì dall’altra parte dell’oceano con le sue ambientazioni, ma soprattutto ci porta tra i banchi di scuola. Con “Il giudice dei dannati” di Daniele Soffiati, edito da Mondadori, si torna a confrontarsi con cantiche e canti, con gironi infernali e punizioni da contrappasso. Si torna in sostanza a parlare di Divina Commedia e affini, in un libro costruito con attenzione e rispetto del grande classico della letteratura italiana, oltre che uno dei grandissimi punti di riferimento della letteratura internazionale.
Siamo andati dietro le quinte del libro con l’autore, Daniele Soffiati.
IL GIUDICE DEI DANNATI: NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA VITA…
Ciao Daniele, per cominciare ti cedo la parola per calarci per bene nelle atmosfere de "Il giudice dei dannati". Di cosa parla il libro?
“Di una lotta contro il tempo. A Trenton, in New Jersey, un serial killer uccide ispirandosi all’Inferno di Dante e alla legge del contrappasso. Con punizioni che richiamano le pene concepite da Alighieri, l’assassino – ribattezzato Minosse - colpisce varie tipologie di peccatori: gli ignavi, i lussuriosi, i golosi, i violenti…
Incaricata di condurre le indagini e spezzare la catena di uccisioni è la criminologa italiana Francesca Martini, in forza all’FBI. La profiler, forte di diverse specializzazioni nel campo della psicologia, è brillante ma al contempo fragile e insicura. Coadiuvata da un collega esperto informatico e da un professore di letteratura italiana a Princeton, Francesca scenderà sempre più nell’abisso di un segreto scurissimo, alla ricerca dell’identità del killer.”
Come è nata l'idea di creare un intreccio narrativo che incrociasse le dinamiche del thriller alla Divina Commedia di Dante?
“L’idea è nata dalla mia passione per la narrativa e il cinema thriller, unita alla suggestione che ancora è in grado di suscitare un’opera immortale, e ancora modernissima, come la Divina Commedia. Ho sempre pensato che l’Inferno dantesco potesse rappresentare un innesco molto potente per un’indagine poliziesca.”
Quanto tempo (ed eventualmente fatica) ti ci è voluto per far quadrare tutti gli elementi della storia?
“La stesura del romanzo mi ha impegnato un paio d’anni, e sì, anche una certa fatica. Scrivere un thriller (che in questo caso è anche un giallo) significa provare a stupire il lettore cercando di regalargli una lettura avvincente, un contesto intrigante, snodi imprevisti, colpi di scena inaspettati. Il tutto senza inganni: è necessario disseminare il racconto di indizi che consentano di far dire, al termine del libro, “potevo scoprire l’assassino”.”
TRA MONDO DELLA SCUOLA E MONDO DEL CINEMA
Spesso, tra i banchi di scuola, gli alunni si dicono: "tutto molto bello quello che studiamo, ma a cosa ci servirà nella vita?". Ora, la speranza è che nessuno debba trovarsi nella condizione dei protagonisti della storia, ma provocatoriamente ti chiedo: potrebbe essere utile sfruttare libri come il tuo, su tematiche "affini" alle materie scolastiche, per appassionare gli studenti a opere come la Divina Commedia e affini?
“Me lo auguro. A settecento anni dalla morte di Dante, la Divina Commedia continua a ispirare libri, canzoni, anche videogiochi. Mi piacerebbe che questo romanzo potesse aiutare a incuriosire giovani lettori. Se ci pensiamo, la cultura pop – nelle sue produzioni più celebri – ha sempre accresciuto l’interesse verso la cultura classica. La saga di Indiana Jones al cinema o quella di Robert Langdon in libreria hanno ad esempio reso più affascinanti la storia, l’archeologia, la semiotica.”
Sappiamo che il libro è stato opzionato per il cinema. Sai già quando arriverà? Se dovessi scegliere un'attrice per interpretare la protagonista, Francesca Martini, chi sarebbe? E perché?
“La possibilità di una trasposizione de “Il giudice dei dannati” in film o serie tv, in effetti, esiste. Però è troppo presto per parlare di tempistiche. Quanto alla possibile protagonista, non ho particolari preferenze. Abbiamo tante attrici italiane brave e carismatiche: fare uno o due nomi sarebbe riduttivo. Se Francesca Martini arriverà sul grande o sul piccolo schermo, sarà in ogni caso per me una grande emozione. “
Se il tuo libro fosse una canzone, attingendo dalla discografia di tutti i tempi, quale sarebbe?
“Domanda scivolosissima. Ti rispondo così: mi piace pensare a un pezzo rock che si ispira alla musica classica. E allora dico Bohemian Rhapsody dei Queen.”
Quelli del libro sono personaggi ben strutturati, con una loro identità definita. Li rivedremo in futuro in altre storie?
“Spero proprio di sì. Senza fare spoiler, posso anticipare che ho da poco iniziato la stesura di un nuovo romanzo, in cui torneranno alcuni dei personaggi de “Il giudice dei dannati”.”