In Corea del Sud il Presidente Yoon proclama la legge marziale contro le minacce delle forze comuniste del nord

Salvare Seul dai comunisti del Nord, così il leader sud coreano ha annunciato la legge marziale d'emergenza; proteste del Parlamento e popolo in rivolta
Con una mossa inaspettata e con un messaggio in diretta televisiva il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha dichiarato la legge marziale d’emergenza, per fronteggiare ha detto la minaccia comunista del Nord e per eliminare gli elementi anti-Stato. Il Presidente ha accusato il partito dell’opposizione di avere stretto alleanza con il regime dittatoriale di PyongYang quindi con il Nord Corea.
Le parole di Yoon Suk Yeol
"Per salvaguardare una Corea del Sud liberale dalle minacce delle forze comuniste della Corea del Nord ed eliminare elementi anti-stato io qui dichiaro la legge marziale di emergenza - ha detto - Senza nessun riguardo per la vita delle persone, il partito di opposizione ha paralizzato il governo solo per impeachment, indagini speciali e proteggere il proprio leader dalla giustizia". Immediatamente dopo il suo discorso, forze di sicurezza hanno bloccato l'accesso al Parlamento, con i militari che hanno annunciato la sospensione di tutte le attività parlamentari.
Il Parlamento ha votato la revoca della legge marziale
Dopo la proclamazione è stato mobilitato l’esercito, il Parlamento ha condannato la decisione e ha votato una risoluzione che chiede la revoca della legge marziale, un atto che imporrebbe al Presidente l'immediato annullamento dello stato militare. Sono in corso scontri al di fuori della sede dell’ Assemblea Nazionale con privati cittadini che protestano respinti dai militari. Preoccupazione per la situazione in Corea del Sud è stata espressa dal ministro degli Esteri, AntonioTajani che ha assicurato che gli italiani presenti nel Paese sono assistiti dall'ambasciata italiana a Seul. Lo stesso dagli Stati Uniti. Monitoriamo da vicino la situazione, ha detto in un comunicato il portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca.
L'ultima volta della legge marziale a Seul
Sono passati 45 anni da quando, nel 1979, in Corea del Sud venne dichiarata la legge marziale. Lo ricorda l'agenzia Yonhap, spiegando che all'epoca la misura fu applicata immediatamente dopo la morte dell'allora presidente Park Chung-hee, assassinato dal suo amico Kim Jae-gyu, presidente del National Intelligence Service e capo del suo servizio di sicurezza. La legge marziale fu estesa a livello nazionale con il colpo di stato militare del 17 maggio del 1980. Manifestazioni contro il nuovo governo militare si svolsero in tutto il paese, represse in quell'occasione dai militari. (
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