Influenza: boom di casi in Italia, oltre 16 milioni di contagi

Un aumento causato dal mix di virus in circolo nella stagione 2024-2025
Con l’arrivo di maggio è tempo di fare un bilancio circa la stagione influenzale che ci stiamo lasciando alle spalle. Secondo quanto rilevato da centri di ricerca americani ed europei, emerge come i mesi passati siano stati caratterizzati da un numero di contagi particolarmente alto rispetto al passato, con picchi che non si raggiungevano da anni. Solo in Italia, per esempio, nell’intera stagione 2024-2025 l’Istituto Superiore di Sanità ha contato oltre 16 milioni di casi di influenza.
Il boom di contagi
I numeri degli scorsi anni risultavano più contenuti grazie all’eredità delle misure di contrasto alla pandemia, che avevano spento la circolazione dei virus influenzali e di quelli respiratori. Un rallentamento dei contagi dovuto all’attenzione individuale articolata nell’impiego di dispositivi di protezione individuale (ancora oggi persone con il raffreddore particolarmente responsabili indossano la mascherina negli ambienti pubblici) e nella scelta di vaccinarsi contro i ceppi di stagione. Nonostante fosse immaginabile un abbassamento della soglia di guardia, gli esperti non si aspettavano una crescita così significativa dei contagi.
Gli Stati Uniti
La pandemia ci ha insegnato quanto anche semplici virus influenzali o respiratori possano avere effetti letali su soggetti particolarmente vulnerabili. Basti pensare che negli Stati Uniti le stime elaborate dai Centers for Disease Control and Prevention hanno contato: tra 610mila e 1,3 milioni di ricoveri dovuti ad aggravamento delle condizioni in seguito all’infezione; tra 26mila e 130mila morti a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo il contagio (tra questi almeno 216 minori); un numero che oscilla tra i 47 e gli 82 milioni di persone colpite dai virus di stagione.
L’Europa e l’Italia
A curare una prima stima dei dati relativi all’influenza di questa stagione in Europa è lo European Centre for Disease Prevention and Control. Secondo questo ente di ricerca, anche nell'Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo quella 2024/2025 è stata "una stagione influenzale intensa". In Italia, in particolare, l'ultima rilevazione del sistema di sorveglianza RespiVirNet, dell'Istituto Superiore di Sanità (aggiornato al 20 aprile 2025) stimava quasi 16 milioni di casi di sindromi simil-influenzali di questa stagione, circa 1 milione e mezzo in più rispetto allo scorso anno.
Un aumento stimolato anche da una maggiore varietà di virus in circolo in questo periodo. "Lo scorso anno ci siamo confrontati soprattutto con virus dell'influenza A del tipo H1, responsabile di circa il 90% dei casi", spiega Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. "Quest'anno non c'è stato un ceppo così dominante; un terzo dei casi è stato causato da virus influenzali A/H1, un terzo da virus A/H3 e un terzo da virus influenzali di tipo B. Ciò significa che un'ampia fetta della popolazione era suscettibile a questi agenti", prosegue. A questi, poi, si aggiungono gli altri virus respiratori che circolano in inverno il cui impatto complessivo è maggiore dei virus influenzali. "Due su tutti hanno svolto un ruolo importante: il rhinovirus e il virus respiratorio sinciziale", conclude Rezza
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