06 settembre 2021, ore 13:30 , agg. alle 15:58
I nuovi dati Istat, pubblicati nell'ambito dell'aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori, confermano una diminuzione della speranza di vita in Italia: -1,2 anni in media, ma a Bergamo -4,3
La speranza di vita alla nascita in Italia si è ridotta di oltre 1 anno dall’inizio della pandemia. A certificarlo sono i dati pubblicati questa mattina dall’Istat nell’ambito dell'aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori. Dall’indagine emerge un’aspettativa di circa 82 anni, mediando il dato relativo al campione maschile (79,7 anni) e quello relativo al campione femminile (84,4 anni).
Un trend in calo dal 2019
Quando parliamo di “speranza di vita” facciamo riferimento a un indicatore statistico che misura il numero di anni di vita medio di una fascia di popolazione, a partire dalla nascita. Se nel 2019 l’Istat aveva registrato un aumento di questo indice in Italia, è possibile individuare una netta inversione di tendenza nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19, una contrazione pari a 1,2 anni.
La conferma del ruolo giocato dal coronavirus nei risultati di questa analisi arriva dai dati relativi ai territori maggiormente colpiti dalla diffusione del contagio: Lodi, Bergamo, Cremona, Brescia, Piacenza e Parma, rispetto al 2019, hanno perso più di 50 posizioni nel ranking della speranza di vita per provincia. Per le donne bergamasche, in particolare, l’aspettativa di vita si è ridotta di 3,2 anni, mentre per gli uomini il dato conferma -4,3 anni.