Jovanotti torna a RTL 102.5 e racconta il nuovo album “Il Corpo Umano vol. 1” e il tour nei palazzetti

Jovanotti torna a RTL 102.5 e racconta il nuovo album “Il Corpo Umano vol. 1” e il tour nei palazzetti Photo Credit: FILIPPO MAFFEI
31 gennaio 2025, ore 18:00
agg. 03 febbraio 2025, ore 09:19
Ospite nel programma The Flight, il cantautore ha presentato il nuovo album con 15 inediti, disponibile da oggi, 31 gennaio 2025. Da marzo al via “Palajova” il tour nei palazzetti
Jovanotti è tornato! Oggi, 31 gennaio 2025, esce “Il Corpo Umano vol. 1”, il nuovo album con 15 canzoni inedite che segnano una nuova fase della sua carriera. L’artista ha raccontato il nuovo progetto in diretta su RTL 102.5 nel programma The Flight, ospite di Matteo Campese e La Zac. Ma le sorprese non finiscono qui: da marzo partirà “Palajova”, il tour che lo porterà nei palazzetti di tutta Italia.
MONTECRISTO E FUORIONDA
“Montecristo” è il brano che ha inaugurato il nuovo progetto artistico di Jovanotti, debuttando direttamente in vetta alla classifica EarOne:
«Il sound di "Montecristo" è stata un’intuizione sonora di Dardust. Mi sono divertito molto con lui: è un grande musicista, ha un gusto incredibile per il suono ed è sempre attento alle novità. Abbiamo fatto grandi sessioni di jam, ascoltando molto Bad Bunny. Siamo entrambi fan di quel latinoamericano con influenze elettroniche. Lui, inoltre, è molto dentro l’hip-hop americano, che in questo momento mi entusiasma un po’ meno. Invece, ora mi piace concentrarmi di più sul sound del Sud del mondo, come Burna Boy e tutta quella musica che arriva dall’Africa. C’è un nuovo suono che sta nascendo. Il reggaeton, che è nato con una vena festaiola, ora sta prendendo una piega più malinconica e intensa. “Montecristo” è nata proprio cercando di fondere la scrittura cantautorale con un sound capace di far muovere la gente. Il videoclip l’ho girato con una compagnia di danza: è stato un momento di grande euforia, un ritorno al ballo. Alle prove ero un po’ impaurito, ma quando è partita la musica ho dimenticato tutti i dolori: ero come prima, ristabilito. Penso che verrà fuori un bel tour, divertente ed emozionante».
Il secondo singolo estratto, “Fuorionda”, esplora con freschezza e originalità il tema della vita vissuta a metà tra il pubblico e il privato, con un mix di introspezione e leggerezza.
«"Fuorionda" ora è la canzone più ascoltata nelle radio: sono soddisfazioni, e non ci si abitua mai a queste cose. Per me, poi, la radio è uno degli obiettivi fondamentali. Sentire un mio pezzo alla radio mi dà gioia. Sapere che una mia canzone è in alta rotazione fa davvero piacere. La mia prima canzone che ho sentito in radio era Walking, un pezzo registrato a Roma, nello stesso studio in cui Cecchetto ha registrato Gioca Jouer. Vivendo, si capisce che le casualità non esistono. Uscì per un'etichetta dance, e quando la sentii alla radio mi emozionai molto: non era un brano particolarmente radiofonico, era pensato più per il dancefloor. Poi ho avuto la fortuna di sentirne molti altri, e ogni volta che esce un disco sono sempre lì a fare il giro delle radio».
LA COVER E L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO
Nella copertina di “Il Corpo Umano vol. 1”, Jovanotti si trasforma nell’allegro chirurgo. L’intero progetto grafico dell’album è stato realizzato da Jovanotti stesso insieme a Sergio Pappalettera con la sua Studio Prodesign:
«Quando mi è venuta in mente l'idea per la copertina del disco, ho contattato l'azienda dell'Allegro Chirurgo e ho chiesto se potevamo usare l'immagine per la cover. Ce l'hanno concessa e, in più, hanno creato delle confezioni speciali del gioco. Il corpo umano è un titolo impegnativo, non potevo mettere la mia foto, quindi è diventata una caricatura. Ieri ho incontrato il Papa e volevo regalarglielo, è stato un incontro molto emozionante. Lui vive a Santa Marta, e io ricordo bene quando stavano costruendo quella casa, perché da bambino la mia cameretta affacciava proprio sul cantiere. Tornare lì e pensare a mio padre, sapendo che ero al cospetto del Papa, mi ha fatto riflettere: sarebbe stato molto contento. Mio padre voleva che diventassi un dipendente vaticano. Alla fine l’ho deluso, ma non troppo: perché, in un certo senso, le folle le ho frequentate lo stesso».
PALAJOVA, IL NUOVO TOUR DI JOVANOTTI IN PARTENZA A MARZO.
Il 4 marzo a Pesaro, Lorenzo Jovanotti tornerà sul palco, per un tour tanto desiderato, che ha già registrato 26 sold-out. L’artista ha annunciato due nuove date a Milano all'Unipol Arena, il 12 e 13 maggio, che vanno ad aggiungersi alle dieci già annunciate. Con i PalaJova, Lorenzo Jovanotti porta il suo pubblico in una nuova dimensione che supera il concetto di concerto tradizionale. Le parole chiave alla base di questo progetto sono state Motown, street band, Prince and the Revolution e romanticismo psichedelico. Non si tratta solo di musica, ma di un vero e proprio viaggio multisensoriale, una grande festa che mescola energia, emozioni e un senso di condivisione.
«Non farò molti pezzi del nuovo disco: suonerò i successi di quasi quarant’anni di musica. Sono partito dalla voglia di far festa, ispirato da una frase tratta da “I diari di Etty Hillesum”, scritto nei campi di concentramento. Il libro si chiude con l’ultimo giorno della sua vita, eppure lei è vitale in ogni parola. A un certo punto scrive: "Fiorire, fiorire ovunque!" Stava per essere uccisa e lo sapeva. Penso: se lo ha scritto una ragazza in quelle condizioni, come posso io essere malinconico? Devo fiorire, fiorire ovunque. Ci ho provato e il tour sarà anche parte di questo. Ci saranno fiori, sarà un grande spettacolo. Vedrete. Non vedo l’ora di partire con questo tour. Per un attimo ho pensato che non fosse più possibile, e invece si parte! Ho il cruccio di non andare al Sud, per una questione produttiva, perché lo spettacolo non si adatta alla dimensione dei palasport disponibili al Sud. Quindi, per stavolta, abbiamo dovuto rinunciare, ma ci torneremo sicuramente»..
Dopo l'incidente in bicicletta di alcuni mesi fa, Jovanotti è pronto a tornare sul palco. Per lui, questo tour rappresenta un'occasione di rinascita e riabilitazione, un momento in cui la musica diventa non solo una forma di espressione, ma anche di recupero fisico e emotivo.
«Non voglio lamentarmi perché c’è chi sta peggio di me. Sono stato seguito bene, ma ho avuto paura e momenti di sconforto. A un certo punto si era inserito un batterio, e le notizie iniziavano a essere un po’ preoccupanti. Poi, per fortuna, è andato tutto per il verso giusto. Non ho ancora recuperato al 100%, ma il tour servirà anche a questo: sarà la mia fisioterapia. Sono contento. Io non vivo bene nella comfort zone, quindi la vita mi ha messo davanti a una nuova sfida. Gli ostacoli sono lì per essere superati, prendiamo quello che viene».
I VECCHI SUCCESSI
Per due ore intere, RTL 102.5 ha dedicato completamente la sua programmazione a Jovanotti e alla sua musica, ripercorrendo i suoi più grandi successi. Ai microfoni della prima radiovisione d’Italia Jovanotti ha raccontato gli aneddoti legati ad alcuni dei suoi brani più famosi:
L’ombelico del mondo:
«Sono sempre stupito quando riascolto L’ombelico del mondo, ha un bel sound. Serenata Rap e Penso Positivo erano grandi successi in America Latina, e andai lì a fare promozione. Ascoltavo band che facevano quel tipo di sound, ma all’epoca non c’erano i telefoni per registrare. Così, quando tornai, andai da Saturnino e, a memoria, cercai di imitare quel suono. Così nacque il provino. Per realizzarlo ci abbiamo messo sei mesi: non riusciva a fiorire, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Quando uscì, ero convinto che non funzionasse, e invece è stato un successo pazzesco! Hanno fatto tanti remix, e la porterò sicuramente in tour: è uno di quei brani che mi dà gusto suonare».
Un Raggio di Sole:
«In tour farò anche Un Raggio di sole, che di solito non eseguo, e la farò come nel disco, con i cori. Non ho mai avuto i cori nei miei tour. Li avevo nel tour del 2000, ma ho fatto male i conti: erano coristi inglesi e non sapevano l’italiano. Sembravamo Stanlio e Ollio! Poi ho trovato questi ragazzi fantastici che mi danno una gioia pazzesca, e sono sicuro che il pubblico si divertirà molto. Suonerò anche “Le tasche piene di sassi”: c’è gente che probabilmente viene solo per sentire quella canzone».
Ragazza Magica:
«"Ragazza magica" l'abbiamo registrata all'Electric Ladyland, uno studio famoso di New York. In quel periodo, nello studio accanto, Mark Ronson stava registrando Uptown Funk con Bruno Mars. Un giorno entrò in studio per conoscerci e sentì che stavo registrando i fiati di quel brano con un gruppo di afrobeat newyorkese. Mi disse: "Belli questi fiati, me li presti?" Chiesi al gruppo se gli andava, e loro andarono da Ronson e suonarono Uptown Funk. Quindi, in pratica, ho prestato i fiati per registrare Uptown Funk! Nello stesso pomeriggio sono stati registrati entrambi i brani. E li ho pagati io! Tempo fa ho rincontrato Mark Ronson, e si è ricordato di quella storia. Mi ha detto: "Ti devo una sessione di fiati!"»
I Love you baby:
«"I love you baby" è nata con Rick Rubin, ma la sua era una versione molto estrema. L’aveva concepita in maniera molto meno pop, e io mi sentivo un po’ solo in quel pezzo. Mi immaginavo di sentirla in estate nei bar, così ho chiesto a Sixpm di renderla più radio-friendly. Quando dissi a Rubin che la canzone era al numero uno delle radio, mi disse: "Avete fatto un buon lavoro, avete fatto bene a farla così”».
LE INFLUENZE MUSICALI
Jovanotti ha raccontato anche le influenze che hanno ispirato la sua arte, raccontando agli ascoltatori tanti curiosità sul suo percorso musicale.
«La world music mi piace, è la musica che ascolto e che mi torna fuori quando mi metto a creare. Gran parte della musica che ascolto proviene da Paesi di cui spesso nemmeno ricordiamo il nome, dall’Africa, dall’Asia. In questo periodo sono in fissa con il rock psichedelico turco degli anni ‘70: ha delle sonorità fantastiche, è una psichedelia pop interessante, e un po’ di questa influenza è finita nel disco. A un certo punto ho scoperto un negozio online di strumenti turchi e ne ho comprati alcuni, anche se non so suonarli perché hanno scale diverse. Ma magari campioni un suono e ci costruisci sopra un pezzo. La musica è un gioco, è divertente, è come comporre con i LEGO: puoi sperimentare, divertirti, poi ci metti le parole ed ecco che diventa un bel lavoro. Ogni mattina mi sveglio con un “grazie” tatuato in testa: faccio musica e la faccio come voglio io. C’è tanta roba che mi piace, e a volte non so cosa scegliere. Ne ho selezionati 15 brani, ma ne avevamo scritti 40».
CELENTANO, MORANDI E MUCCINO
Durante l’intervista a RTL 102.5, Jovanotti ha parlato del brano “Celentano”, contenuto nel disco, spiegandone il significato e svelando la sua dedica a Adriano Celentano. Oltre allo speciale rapporto con Celentano, Jovanotti ha condiviso anche il suo legame con Gianni Morandi e Gabriele Muccino.
«"Celentano" è la vetta della canzone. Parla di un viaggio nel Caucaso: quando lì capivano che ero italiano, mi dicevano subito “Italiano? Ferrari, Lamborghini… e Celentano!” Lui lì è una leggenda, famosissimo, come Pavarotti. Così ho iniziato a sfruttare la cosa: mostravo una mia foto con Adriano e una con Pavarotti mi aprivano tutte le porte. Per questo gli ho dedicato questo brano: sono il capo del suo fan club! Mi ha mandato un messaggio bellissimo per l’uscita dell’album: "Sarà un successo perché ti ho visto in una foto con dei pantaloni bellissimi!”. È una persona divertentissima. Io, Adriano e Morandi in una stanza possiamo ridere all’infinito. Lavorare con lui è un piacere. Morandi è un grande amico, negli ultimi anni è diventato un rapporto di grande affetto e stima. Lo studio come fosse un’animale della savana: “Il Morandi vive nei pressi di Bologna…”. Un po’ mi riconosco in lui, è molto affettuoso e premuroso con il suo pubblico e anche a me viene naturale. A volte lo prendo in giro, siccome lui è un’interprete, gli dico “fai una bella vita tu”. Con Gabriele Muccino siamo amici, lo chiamai per il video di “A Te” ma in quel periodo era in America e non siamo riusciti a farlo. Poi è stato lui a chiamarmi, mi chiese di fare la canzone di “Baciamo ancora”. Da lì siamo rimasti sempre in contatto. Abbiamo la stessa età, tante cose in comune, ci passiamo i film. Lui ama molto i film popolari».