La protesta di tre studentesse di Mestre contro i voti ottenuti allo scritto della maturità

La versione di greco valutata con eccessiva severità, le studentesse decidono di protestare con il silenzio all'orale
La scelta del silenzio per protestare contro un voto immeritato. Questo il pensiero di fondo di tre studentesse del liceo classico Foscarini di Venezia.
LA PROTESTA BIANCA
Tre compagne di scuola: Linda Conchetto, Virginia Gonzales y Herrera, e Lucrezia Novello, hanno affrontato la scorsa settimana la prova scritta di greco del liceo, un testo di Platone da ‘Minosse o della Legge’. La traduzione, valutata dagli esperti non particolarmente impegnativa, era stata conclusa dalle maturande con una certa fiducia di aver imbroccato il senso del testo, anzi Linda, aveva corretto a casa la versione con la mamma, laureata in lettere antiche, e aveva rintracciato un solo errore, da lì la convinzione di poter ambire a una più che buona valutazione. I risultati, invece, sono stati di tutt’altro tenore. Linda e Lucrezia di poco sufficienti, Virginia ha preso, in decimi, 3.5. Dopo aver chiesto di visionare il compito (con rifiuto da parte della commissione) e dopo aver metabolizzato la cocente delusione, l’idea di una protesta Gandhiana: il silenzio.
LA VICENDA
La scelta si è basata anche sul fatto che, nonostante la scena muta, il punteggio raggiunto con i crediti accumulati delle tre ragazze, sarebbe stato sufficiente ad ottenere l’ambito pezzo di carta. Dunque il momento: martedì 25 giugno Linda si è seduta davanti la commissione, ha estratto il suo papiro e ha letto le sue motivazioni, che concludevano così: ‘mi chiedo se sia veramente sensato continuare a essere sminuita da una commissione che evidentemente non ci porta rispetto. La risposta è no, non voglio continuare, preferisco lasciare questa scuola cosciente del mio bagaglio culturale acquisito anche grazie a insegnanti valevoli e delle mie capacità’. La studentessa ha fatto leva anche sull’ottenimento della borsa di studio in una prestigiosa università americana, grazie alle competenze raggiunte. A supporto della sua protesta anche il fatto che un voto più alto avrebbe potuto ulteriormente agevolare il suo ingresso nell’ateneo oltreoceano. Le altre due maturande avrebbero seguito lo stesso schema.
LE REAZIONI
La sensazione delle studentesse (e solo di sensazione si può parlare) è che i voti siano frutto di dissapori tra membro interno ed esterno per incomprensioni precedenti alla maturità. Sulla questione, il liceo non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, ma si è espresso il coordinatore regionale dell’associazione Gilda scuola, Fabrizio Robershegg, stigmatizzando la vicenda e sostenendo che alle domande si risponde, poi “se ci sono questioni si procede con un accesso agli atti e si impugna, eventualmente a posteriori, l’esito definitivo”.
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