Medio Oriente: Israele blocca l'ingresso degli aiuti nella Striscia. Hamas accusa: accordo violato

Medio Oriente: Israele blocca l'ingresso degli aiuti nella Striscia. Hamas accusa: accordo violato Photo Credit: agenziafotogramma.it
02 marzo 2025, ore 14:00
Tel Aviv pretende l'applicazione del piano americano che prevede il rilascio degli ostaggi e il prolungamento della fase uno dell'accordo. Hamas vuole, invece, la fine della guerra con la seconda fase prevista dalla tregua.
Stop all'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, fin quando Hamas non accetterà il 'piano Witkoff'. Questa è la posizione di Israele per accelerare il rilascio degli ostaggi e prendere tempo sulle trattative per la seconda fase dell’accordo di tregua. Poco prima di mezzanotte, l’ufficio del primo ministro aveva reso noto che Gerusalemme “adotta la proposta Usa per un cessate il fuoco temporaneo durante il periodo del Ramadan e della Pasqua ebraica”. Secondo il piano, il primo giorno, metà degli ostaggi vivi e dei caduti saranno liberati, e al termine – se si raggiungerà un accordo su un cessate il fuoco permanente – saranno liberati gli altri rapiti vivi e i caduti”.
LA ROADMAP DEGLI ACCORDI
Il gruppo islamista ha dichiarato che accettare il piano significherebbe consegnare metà dei detenuti israeliani, senza alcuna garanzia che ciò porterebbe alla fine della guerra o a un cessate il fuoco permanente, come stabilito nella seconda fase dell'accordo". Hamas afferma di aver sollecitato i Paesi mediatori affinché costringano "Israele a revocare la decisione di sospendere il passaggio di aiuti umanitari a Gaza". I fondamentalisti vedono nella proposta un tentativo di estorsione a basso costo, un crimine di guerra e un palese attacco, all'accordo di cessate il fuoco e sottolineano che questa manipolazione non restituirà i rapiti alle loro famiglie, ma al contrario, porterà a continue sofferenze “mettendo in pericolo le loro vite”. "Israele sta ignorando il diritto internazionale e bloccando l'ingresso di medicine e cibo. Sospendere gli aiuti significa che l'occupazione ha deciso di far morire di fame la popolazione della Striscia di Gaza", ha dichiarato il capo dell'ufficio stampa di Hamas in un'intervista all'emittente tv qatariota Al-Arabi. “Gli ostaggi potrebbero subire le conseguenze della decisione di Netanyahu” ha, inoltre, minacciato.
LE BUGIE SECONDO ISRAELE
Israele sostiene che secondo le sue stime "I magazzini di Hamas sono pieni di beni, dopo che 25.000 camion di aiuti sono entrati nella Striscia durante gli ultimi 42 giorni di tregua. E ribadisce che i camion con le derrate non varcheranno i confini di Gaza. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha definito "una bugia" i ripetuti allarmi sul rischio di carestia nella Striscia di Gaza. "Per quanto riguarda le dichiarazioni sulla carestia, sono state dette bugie durante tutta la guerra", ha detto Sa'ar nel corso di una conferenza stampa a Gerusalemme. "Voglio chiarire: a Gaza non ci saranno pasti gratis” ha ribadito il primo ministre di Tel Aviv Netanyahu. “Se Hamas pensa che sia possibile continuare il cessate il fuoco o godere delle condizioni della fase A dell'accordo senza che otteniamo gli ostaggi, si sbaglia di grosso. E bisogna sottolineare: Hamas ha il controllo di tutte le forniture inviate nella Striscia. Maltratta la popolazione che cerca di ricevere gli aiuti, spara contro di loro, e trasforma gli aiuti in un bilancio per il terrorismo contro di noi. Non lo accetteremo". Ha dichiarato Benyamin Netanyahu, ribadendo che se Hamas non libererà gli ostaggi, ci saranno ulteriori conseguenze.