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Oggi, lunedì 20 luglio 2026, è il giorno di Andy Burnham, a Downing Street

Oggi, lunedì 20 luglio 2026, è il giorno di Andy Burnham, a Downing Street

Photo Credits: ANSA/ANDY RAIN

Sergio GaddaSergio Gadda
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Il 56enne ex sindaco di Manchester, designato alla testa di un Partito laburista in crisi di consensi, si appresta a rimpiazzare il premier Starmer

Cresce l’attesa per la prima di Andy Burnham, a Downing Street . L’ex sindaco di Manchester, e designato con un plebiscito, venerdì alla testa del Partito laburista, oggi, lunedì 20 luglio 2026,  si appresta a varcare la soglia della residenza del primo ministro e a rimpiazzare il 63enne Keir Starmer. E già è toto nomi sui ministri. 


Il toto ministri

Secondo i rumors che arrivano da oltremanica, i nomi che si fanno in queste ore sulla squadra di governo, appare come quella d'una compagine semi-nuova. Le anticipazioni dei media danno per certa la nomina a vicepremier e ministra dell'Istruzione di Lucy Powell, eletta l'anno scorso vice-leader del partito di maggioranza in polemica con sir Keir. Per i ruoli più importanti, ovvero quelli di cancelliere dello Scacchiere (il ministro dell'Economia) e di ministro degli Esteri, si fanno i nomi della rampante 45enne Shabana Mahmood, ministra dell'Interno uscente, che ha fama di falco sui temi dell’immigrazione e ordine pubblico, per le Finanze; mentre il veterano progressista Ed Miliband, ministro dell'Energia, sarebbe il papabile per il Foreign Office. 


Le scelte strategiche

L’eventualità di queste scelte, commentano gli editorialisti dei quotidiani britannici, sarebbero legate alla volontà di dare concretezza alla continuità su dossier Ucraina, al riavvicinamento all'Unione europea e ai rapporti difficili ma vitali con gli Usa di Donald Trump. Infine per aumentare la pressione su Israele. Tema questo che nelle parole dell'ex sindaco di Manchester, occorre "fare di più" dopo la risposta starmeriana "non all'altezza" su Gaza. 

Novità certe

Lucy Powell giura alla Bbc che non mancheranno elementi di novità. E i primi segnali arrivano dalla revoca dell'introduzione sull'isola della carta d'identità elettronica obbligatoria, vistada più parti come concessione a una sorta di grande fratello digitale e preannunciata dal governo Starmer. Sarebbero in arrivo anche misure d'immediato impatto sociale come i tagli alle bollette o il ritorno sotto controllo pubblico dei servizi essenziali.