
Omicidio di Sara Campanella, "la vittima non si era accorta del pericolo che correva" Photo Credit: agenziafotogramma.it
01 aprile 2025, ore 12:55
In conferenza stampa il procuratore di Messina ha precisato che la giovane non aveva mai denunciato il suo assassino
"La vittima non si era accorta del vero pericolo che correva, in precedenza non aveva mai denunciato il suo assassino. Questo ci fa capire quanto difficile è prevenire questo tipo di delitti". Le parole sono del Procuratore di Messina Antonio D'Amato nel corso della conferenza stampa sull'arresto per l'omicidio di Sara Campanella, la giovane di ventidue anni uccisa ieri in strada a Messina davanti a decine di persone. La persona fermata è un suo collega di università di ventisette anni che avrebbe seguito la ragazza e, verosimilmente dopo una discussione, l'avrebbe accoltellata. Il giovane sarebbe stato innamorato della vittima senza essere corrisposto.
La ricostruzione
Il ragazzo sospettato dell'omicidio e fermato dai Carabinieri di Messina è un ventisettenne di Noto, in provincia di Siracusa, anche lui studente nella stessa facoltà della giovane e rintracciato in un'abitazione del suo paese. Da quanto riferito in conferenza stampa in Procura, il giovane fermato frequentava lo stesso corso della vittima "ed emerge che c'erano state delle attenzioni di questo giovane anche in maniera insistente e reiterata nel tempo". Il procuratore di Messina Antonio D'Amato ha precisato però che questo tipo di attenzioni non si erano mai trasformate in qualcosa di minaccioso e morboso "e non avevano destato una particolare preoccupazione nella vittima che pur aveva condiviso con le compagne di corso il fastidio per queste attenzioni che si andavano ripetendo nel tempo, da circa un paio d'anni, ma tali da non determinare una preoccupazione". Rispetto alle ipotesi dell'ennesimo femminicidio, il procuratore ha aggiunto che la vittima non si era accorta del vero pericolo che correva: "Questo ci fa capire quanto difficile è prevenire questo tipo di delitti. Per fermare questi drammatici episodi ci vuole l'impegno di tutta la comunità, non basta solo l'approccio penale".
Le indagini sul movente
Non è ancora chiaro quale sia il movente alla base dell'omicidio, né sono state diffuse le reazioni del giovane fermato. In conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Messina Lucio Arcidiacono ha aggiunto che anche su questo le indagini sono in corso. Ciò che è stato ricostruito al momento è la dinamica del delitto. Il giovane fermato avrebbe seguito la vittima con cui avrebbe percorso insieme un tratto di strada. Per il fermo sono state determinanti le testimonianze di alcuni ragazzi che hanno assistito all'omicidio, tra cui alcuni colleghi e colleghe della vittima.