
Papa Francesco ha autorizzato il decreto: Salvo D’Acquisto diventerà beato
25 febbraio 2025, ore 15:15
Il vicebrigadiere dei carabinieri che all’età di 23 anni salvò un gruppo di civili dalle SS
Salvo D’Acquisto sarà presto beato, lo ha deciso Papa Francesco dalla sua stanza d’Ospedale del Policlinico Gemelli di Roma. Bergoglio ha incontrato il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, e monsignor Edgar Pena Parra, sostituto per gli Affari Generali, autorizzando così il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare alcuni decreti. Tra questi anche quello che riguarda “l’offerta della vita del servo di Dio Salvo D’acquisto”.
D’Acquisto, vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri Reali, è stato insignito di Medaglia D’Oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943, al fine di salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento da parte delle truppe naziste, durante la Seconda Guerra Mondiale. Salvò 22 uomini dalla fucilazione da parte delle SS.
La beatificazione rappresenta una fase intermedia nel processo di canonizzazione. Se la persona candidata viene riconosciuta martire, viene proclamata immediatamente beata. In caso contrario, è necessario che venga attribuito un miracolo, avvenuto per sua intercessione, affinché possa essere beatificato.
LE PAROLE DI GIORGIA MELONI
"Salvo D’Acquisto è un eroe, simbolo di coraggio, sacrificio e dedizione al dovere. La decisione del Santo Padre di autorizzare il percorso per la sua beatificazione è un riconoscimento straordinario per un uomo che ha dato la vita per salvare quella di altri, incarnando i valori più alti di umanità e servizio. Il suo esempio resterà per sempre vivo nella memoria della nostra Nazione", scrive sui social il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
LA STORIA DI SALVO D’ACQUISTO
Salvo D'Acquisto nacque a Napoli il 15 ottobre 1920, primo di una famiglia numerosa e modesta, che gli trasmise forti principi cristiani, come sottolineato dal Dicastero per le Cause dei Santi. A 15 anni, dopo aver interrotto gli studi, iniziò a lavorare nella bottega dello zio e, a 18 anni, entrò nell'Arma dei Carabinieri, frequentando la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Al termine del corso, fu promosso carabiniere e assegnato al Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra.
Nel novembre del 1940, con l'entrata in guerra dell'Italia, fu mandato in Libia, dove prestò servizio fino al settembre 1942. La sua onestà e il suo comportamento morale suscitavano il rispetto dei compagni, tanto che non esitava a fare il segno della croce e recitare il Rosario anche di fronte ai colleghi, come riportato dal Dicastero Vaticano. Tornato in Italia nel settembre 1942, frequentò il Corso Intensivo per Allievi Sottufficiali dei Carabinieri a Firenze e fu poi assegnato come Vicebrigadiere alla Stazione dei Carabinieri di Torrimpietra.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si trovò ad affrontare il caos creatosi con l'abbandono di Roma da parte del re e l'occupazione tedesca del Centro e del Nord Italia, che comportò anche il disfacimento dell'esercito italiano. Il giorno dopo l'armistizio, ci furono scontri tra i tedeschi e gli italiani, ormai nemici, anche nei pressi della Stazione dei Carabinieri di Torrimpietra. Il 22 settembre, alcuni soldati tedeschi entrarono nella Torre di Palidoro, sede della Guardia di Finanza. I finanzieri, che avevano abbandonato la Torre, avevano nascosto ordigni esplosivi nelle casse metalliche. Quando i tedeschi cercarono di aprirle, una di esse esplose, uccidendo un soldato e ferendone altri due.
I tedeschi, sospettando un attacco, iniziarono a cercare i carabinieri. Poiché il maresciallo non era presente, arrestarono Salvo D'Acquisto e lo interrogavano riguardo l'incidente. Minacciarono di eseguire una rappresaglia se non fosse stato trovato il responsabile, anche se l'esplosione era stata causata da manovre imprudenti dei soldati tedeschi. Ventidue uomini del paese furono presi in ostaggio e condannati a morte. Per salvarli, Salvo D'Acquisto si assunse la responsabilità dell'accaduto, offrendo la propria vita in cambio della loro liberazione. Fu immediatamente fucilato, ma tutti gli ostaggi furono liberati. Il 15 febbraio 1945, le autorità militari italiane gli conferirono la medaglia d'oro al valor militare in memoria del suo sacrificio.