Primo Maggio, sindacati in piazza a Marghera per un lavoro dignitoso

Photo Credits: Ansa: Andrea Merola
Redazione WebScontri tra antagonisti e forze dell’ordine a Torino
A Marghera, città simbolo della storia industriale e sindacale italiana, il Primo Maggio dei sindacati. Cgil, Cisl e Uli hanno ritrovato l’unità in occasione della Festa dei lavoratori. Dal palco allestito a Piazza Mercato hanno parlato Landini, Fumarola e Bombardieri. Tutti hanno lanciato un appello per ribadire l’urgenza di rimettere al centro il lavoro dignitoso, filo conduttore del Primo Maggio, a partire dalla questione salariale, la sicurezza e i nuovi diritti nell’era dell’intelligenza artificiale.
"Il lavoro dignitoso non è un semplice slogan, è un obiettivo ed è una rivendicazione. Per affermarlo c'è un primo tema fondamentale che si chiama salario: una questione grande come una casa che dobbiamo affrontare anche perché c'è chi è povero anche lavorando". Così il leader della Cgil, Maurizio Landini nel corso del suo intervento a Marghera.
"Il lavoro non è merce. Non può essere sostituito da un algoritmo. Il lavoro è dignità! Come ha detto il presidente Mattarella 'è il fondamento della Repubblica, e va ricomposto contro disuguaglianze e precarietà. Non accetteremo mai di essere ingranaggi di un meccanismo che usa e scarta”. E’ quanto ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
"Non ci possiamo fermare sulla sicurezza sul lavoro, bisogna istituire l'omicidio sul lavoro e fare una Procura speciale, certe sentenze sono un insulto alla memoria delle vittime. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo", ha ribadito il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, rimarcando che il lavoro dignitoso "è un diritto".
Scontri tra antagonisti e forze dell'ordine al corteo di Torino
Momenti di tensione al corteo del Primo Maggio a Torino, partito questa mattina alle 9.30 da corso Cairoli, con alla testa lo striscione di Cgil, Cisl e Uil con lo slogan "Lavoro dignitoso" e in coda lo spezzone sociale 'Torino partigiana', con la presenza degli attivisti dei centro sociali. Poco dopo le 12, un gruppo di autonomi si è staccato dal corteo principale per raggiugere Corso Regina Margherita, nei pressi dell'ex centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso dicembre dopo 30 anni di occupazione. Gli antagonisti hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. La polizia ha reagito con cariche, lacrimogeni e idranti. Gli autonomi hanno risposto con lancio di sassi e bottiglie. C’è stato anche un tentativo di aprire il cancello dei giardini situati dietro l’ex sede di Askatasuna, anche questo respinto dagli agenti. La situazione poi è tornata tranquilla. A quanto si apprende dai manifestanti, ci sarebbero stati alcuni feriti durante i disordini.
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