Trump accoglie Carlo III alla Casa Bianca. Prima il bilaterale, poi il re è arrivato al Congresso

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Redazione WebIl presidente americano ha sottolineato le radici comuni tra Stati Uniti e Regno Unito. Il legame tra Londra e Washington è indistruttibile, ha detto il sovrano britannico
La first lady Melania e la regina Camilla vestite di bianco, le bandiere rosse e blu sventolanti, gli inni nazionali e la parata militare: è una grande cerimonia di benvenuto quella per i reali, arrivati alla Casa Bianca nel pomeriggio. Ad accoglierli, parole cariche di rispetto del presidente americano, che ha paragonato gli Stati Uniti ad un albero piantato, in passato, dagli inglesi.
LE PAROLE DI TRUMP
"Nei secoli trascorsi da quando abbiamo conquistato la nostra indipendenza, non abbiamo avuto amici più stretti dei britannici" ha affermato Donald Trump, sottolineando come i due Paesi condividano le stesse radici, la stessa lingua e gli stessi valori. Il tycoon ha persino ricordato le origini scozzesi della madre, Mary MacLeod, che secondo il Daily Mail potrebbe essere imparentata, alla lontana, direttamente con i reali. Tutto, insomma, è sembrato voler smorzare le tensioni nate con il governo di Londra negli ultimi tempi, a causa della guerra contro l'Iran. Carlo III e Donald Trump hanno avuto, poi, un lungo bilaterale nello Studio Ovale, lontano dai giornalisti.LE PAROLE DI CARLO III
Accolto da una standing ovation al Congresso, il sovrano si è rivolto ai rappresentanti del Parlamento degli Stati Uniti, il Congresso, con accenti intensi, intervallando il suo discorso durato circa mezz'ora, con la tipica ironia british. Ci incontriamo in tempi di grande incertezza", ha detto re Carlo III, riferendosi alla guerra in Ucraina e alla guerra in Iran come a conflitti che "pongono immense sfide per la comunità internazionale, invitando gli Stati Uniti ad avere la "stessa risolutezza" dimostrata dopo l'11/9 settembre per aiutare "la coraggiosa gente dell'Ucraina". Carlo ha poi sotttolineato che il legame tra Stati Uniti e Gran Bretagna è "indistruttibile" e che i padri fondatori sono stati dei "ribelli con una causa". L'intervento è stato condito da riferimenti storici ma anche da battute dotte che hanno suscitato le risate dei parlamentari come quando ha citato Oscar Wilde - "non abbiamo nulla in comune tranne la lingua" o Charles Dickens. Il discorso di Carlo, che i media americani hanno definito "muscolare", ha poi sottolineato come in questi tempi di sfide internazionali è più che mai necessario restare uniti per difendere la democrazia.
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