Trump accusa la Cina: 'Voto compromesso dal furto di dati'. Pechino: 'Falsità'

Scambi al vetriolo tra Stati Uniti e la Repubblica cinese. Il Capo della Casa Bianca ha accusato il governo mandarino di interferenze nel voto del 2020. Ma non ha prodotto prove a supporto delle sue teorie
Non si è fatta attendere la risposta della Cina alle accuse del presidente Trump, in merito alle presunte violazioni di dati degli elettori degli Stati Uniti.
LA RISPOSTA CINESE
'Pure invenzioni', ha stigmatizzato Pechino. Il tycoon si macchia spesso di falsità sull’argomento, secondo il portavoce del ministro degli esteri mandarino, che ha aggiunto "Le affermazioni fatte sono calunnie malevole che si sono dimostrate da tempo infondate". Il Capo della Casa Bianca, nel suo discorso alla nazione, nella notte italiana, aveva denunciato la compromissione del sistema elettorale statunitense a causa delle interferenze cinesi. Trump aveva denunciato 'la più vasta violazione di dati elettorali della storia' compiuta nel 2020 da Pechino che avrebbe acquisito 'illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi', lanciando un allarme sul voto di Midterm. “Da Pechino una frode per impedire la mia rielezione nel 2020” ha accusato il presidente. Un tema riproposto a più riprese, senza aver mai fornito prove. E un assist per aggiungere che urgono nuove stringenti regole sul voto.
LE AFFERMAZIONI NON PROVATE
"A metà del 2019, la strategia del governo cinese nei confronti degli Stati Uniti mirava a minare la fiducia interna nel presidente americano. Volevano far passare l'idea che il vostro presidente non fosse un granché - quando in realtà ha svolto un ottimo lavoro -", ha detto il leader statunitense dalla Casa Bianca. Tuttavia, i documenti diffusi non confermano le affermazioni di Trump che ha parlato di registri degli elettori contenenti dati come nomi e indirizzi acquisiti da Pechino, ma si tratta di informazioni di dominio pubblico. Secondo gli analisti, si tratterebbe di uno stratagemma per contestare la legalità delle elezioni di Midterm di novembre, in caso di sconfitta. Inoltre, in un'analisi pubblicata sul suo sito, Reuters afferma che le rinnovate accuse del presidente Usa potrebbero complicare la sua fragile tregua con il leader cinese Xi Jinping, a soli due mesi dal vertice previsto a Washington.
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