
Ucraina, il Presidente Mattarella non cede: “La Russia torni a rispettare il diritto internazionale” Photo Credit: Agenzia Fotogramma
18 febbraio 2025, ore 16:00 , agg. alle 16:13
Il paragone fra l’aggressione russa a Kiev e il Terzo Reich nazista fatto dal Capo dello Stato aveva suscitato nei giorni scorsi le accuse e minacce provenienti dal Ministero degli Esteri russo, e oggi dopo ore di silenzio l’inquilino del Quirinale risponde
La Russia "torni a svolgere il suo ruolo" nella comunità internazionale "nel rispetto dei principi del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite, della sovranità di ogni Stato". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando la stampa al termine dei colloqui con il presidente del Montenegro Jakov Milatovic.
L’Ucraina
"Quando l'Ucraina divenne indipendente all'inizio degli anni '90 con il consenso della Russia", ha sottolineato Mattarella, Kiev deteneva sul suo territorio "un terzo dell'arsenale nucleare dell'ex Unione Sovietica" e acconsentì "a consegnare alla Russia migliaia di testate nucleari che l'avrebbero messa al sicuro da ogni invasione". Ricevette "l'impegno della Russia a rispettarne e garantirne l'indipendenza e l'integrità territoriale". "Questo è il mondo che vorremmo", ha scandito Mattarella, "basato sul rispetto degli impegni e della dignità " dei singoli Stati.
L’auspicio
Se per l'Ucraina l'auspicio è quello di una "pace giusta, che non sa fittizia, accantonabile in poco tempo", Mattarella ha voluto ribadire che "non c'è nulla che possa minare" il legame transatlantico su cui si poggia la Nato. Anche per questo "la posizione dell'Italia è nitida, chiarissima, limpida" sulla questione ucraina. Occorre arrivare infatti al "ristabilimento del diritto internazionale nel rispetto della sovranità e dignità di ogni Stato" grazie al "fermo e rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite". Con questa convinzione "l'Italia, l'Europa e gli Stati Uniti" hanno assicurato all'Ucraina il loro sostegno.
Milatovic
Da parte sua il presidente montenegrino, Milatovic, ha voluto sottolineare la sua "gratitudine all'Italia per il costante sostegno all'integrazione nelle strutture europee" del suo paese. Un appoggio "incommensurabile" che riflette la posizione italiana "per l'allargamento a tutti i paesi dei Balcani Occidentali" non ancora entrati nell'Unione europea. "Vogliamo diventare membri entro il 2028", ha proseguito Milatovic,"quando sarà proprio l'Italia a presiedere il Consiglio Europeo". "Siamo convinti della indispensabilità a dell'urgenza dell'ingresso nell'Unione Europea di tutti i paesi dei Balcani Occidentali", ha risposto Mattarella, "il 2028 è un obiettivo praticabile" soprattutto se si considerano i "progressi nel processo di riforme" compiuti dal Montenegro. Ora "occorre continuare su questa strada”.