14 giugno 2019, ore 08:00
Lo rivela uno studio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirughi e Odontoiatri
Dai chirurghi alle ostetriche, uno su due tra i medici e gli operatori sanitari ha subito, nell'ultimo anno, aggressioni verbali, mentre il 4% e' stato vittima di violenza fisica. E sempre più spesso, in corsia, regna rassegnazione e si diffondono "burnout e demotivazione". Sono dati che parlano di un'emergenza, quelli illustrati dai risultati del questionario della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Al questionario hanno risposto online più di 5000 professionisti sanitari, nel 73% dei casi medici. Dai dati emerge che più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l'aggressione potesse essere prevista, ma il 78% non sa se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza. Oltre il 38% si sente poco o per nulla al sicuro e più del 46% è preoccupato di subire aggressioni. "Uno dei dati più allarmanti - spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli - è la rassegnazione che emerge dalle risposte. Il 48% di chi ha subito un'aggressione verbale ritiene l'evento 'abituale', il 12% 'inevitabile', quasi come se facesse parte della routine". Questa percezione "falsata e quasi rassegnata del fenomeno porta con sè gravi effetti collaterali, come la mancata denuncia alle autorità, l'immobilismo dei decisori, ma anche il burnout dei professionisti, con esaurimento emotivo e demotivazione nello svolgimento della professione".