Ragazza aggredita a Bari pubblica un video con il volto tumefatto

Photo Credits: Ansa: Luca Turi
Redazione WebSono stata picchiata da ragazzini fra gli otto e i dieci anni, ha riferito la 26enne
"Ero nel parco Rossani, volevo usare il bagno pubblico e sono stata accerchiata e gettata a terra da due adulti. Sono stata picchiata con calci in faccia da dieci ragazzini fra 8 e 14 anni, insieme ai due adulti, genitori di uno di loro". Così Giuditta ha raccontato l'aggressione subita ieri pomeriggio all'interno del parco Rossani di Bari. "I soccorsi li ho chiamati io mentre ero grondante di sangue con la faccia riversa a terra con una platea di gente che guardava mentre prendevo calci in faccia da adulti e ragazzini", aggiunge la 26enne, soccorsa dal 118 e portata al Policlinico del capoluogo pugliese dove poi è stata nell’arco della stessa giornata con una prognosi di 40 giorni. "Ho svariate fratture sul viso. Il naso è completamente fratturato e non è operabile, quindi hanno dovuto effettuare una manovra manuale. I danni sono fisici, ma soprattutto morali. L'odio e la violenza sembrano così lontani, finché non ti capitano queste cose e non ti accorgi di quanto siano reali. L'odio è reale le notizie nei tg sono reali, ma soprattutto è reale quella parte di odio che ognuno di noi porta con sé" dice ancora la ragazza nel video pubblicato, con il volto tumefatto, sui suoi canali social. "I soccorsi li ho chiamati io. Non dovete stare lì a guardare, non dovete essere spettatori della violenza. Se vi capita la possibilità di fermarla fatelo, e soprattutto non siatene mai fautori" conclude Giuditta mentre i presunti responsabili dell’aggressione sarebbero già stati individuati dalla polizia locale. La loro posizione è al vaglio degli inquirenti che dovranno accertare movente e dinamica.
Il nuovo caso di violenza ai danni di una ragazza arriva all’indomani del varo da parte del governo della nuova norma contro la criminalità minorile che cambia le regole sull'imputabilità dei ragazzi dai 14 ai 18 anni. Finora il giudice doveva accertare caso per caso se il minorenne fosse capace di intendere e di volere. Con il disegno di legge approvato dal Cdm è stato invertito l'onere della prova. "Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne" ha spiegato la premier Meloni. Il provvedimento per essere operativo dovrà essere approvato dal Parlamento. Dubbi sulla costituzionalità delle nuove regole volute dall’esecutivo. “Si tratta di una modifica che incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile", scrive, in una nota, la giunta Unione camere penali in merito al ddl relativo all'imputabilità dei minorenni.



