La felicità mette radici, con Marco Ippolito scopriamo i retroscena del suo libro

Photo Credits: "La felicità mette radici" di Marco Ippolito, On Edizioni
Cura e curiosità: sono questi alcuni degli ingredienti della ricetta per trasformarci nei migliori amici delle nostre piante. Oltre ad alcuni utili consigli da chi ne sa più di noi
È sempre l’ora giusta per concedersi un buon libro. E sono diversi gli spazi, all’interno delle nostre pagine online, che dedichiamo al mondo dell’editoria. Da quello domenicale, con la rassegna dei migliori libri da leggere del momento, al momento interviste del sabato, quando autori e autrici di narrativa fictional passano a presentarci i loro ultimi lavori.
C’è poi il mercoledì, con le interviste che tornano protagoniste, sebbene su contenuti che si discostano dalla narrativa di finzione per abbracciare argomenti intrecciati con la vita di tutti i giorni. Come nel caso dei titoli più recenti messi sotto la lente d’ingrandimento – “Il fallimento non esiste” di Edoardo Serra (Sperling & Kupfer) e “Un tè con Leopardi” della Prof. Alessia Giandomenico (DeAgostini) – a cui si aggiunge oggi “La felicità mette radici”, il libro di Marco Ippolito pubblicato da On Edizioni che porta su carta i contenuti che lo hanno reso un punto di riferimento su Instagram, con la sua pagina ‘Passionplantlovers’.
LA FELICITÀ METTE RADICI, CONSIGLI PRATICI PER PRENDERSI CURA DELLE PROPRIE PIANTE
Ciao Marco, e benvenuto. Per cominciare lascio a te la parola per le presentazioni di rito: cosa troviamo nel tuo libro, "La felicità mette radici"?
“Nel mio libro, 'La felicità mette radici', troverete una miriade di consigli pratici su 11 piante tropicali, le cosiddette piante d'appartamento, che vanno da quali sono i substrati migliori, l'esposizione ideale, come e quando bagnarle e tanto altro. Ma anche quali sono tutti i benefici psicofisici collegati al prendersi cura delle piante. E, ancora, tutti i miei ricordi legati a queste bellissime piante, conditi ovviamente dalla mia immancabile Sicilia.”
Come è nata l'idea di lavorare a questo libro?
“Sicuramente grazie al contatto della casa editrice ON. Avevo già in mente il libro e anche la speranza di essere contattato per scriverlo, e finalmente quest'anno è arrivata questa opportunità! Come desideravo sono riuscito a portare tutto me stesso, che poi è quello che mostro sui miei canali social, cioè consigli semplici uniti sempre alla battuta in palermitano.”
Prendersi cura delle piante: sembra una cosa tanto facile, eppure (forse, e dico forse) è qualcosa che prendiamo molto sottogamba…
“È più facile di quel che si crede, ma probabilmente per pigrizia, disinteresse o per la vita frenetica che ormai tutti conduciamo, tendiamo a sperare che le piante facciano tutto da sole. In natura è così, ma in casa le condizioni cambiano e quindi "quacchi cosa l'amu a fare" (qualcosa dobbiamo farla).”
Qual è il punto di partenza da avere come riferimento per chi ambisce ad avere il famigerato "pollice verde"?
“Parto dal fatto che secondo me non esiste nè il pollice nero né tantomeno il pollice verde. Esiste però la curiosità, quella di volerne sapere di più, anche quando una pianta ci muore. Sicuramente queste tre cose non devono mai mancare:
1. Buona luce diffusa, anche fornita da lampade che la replicano
2. Informarsi sulle esigenze della pianta specifica, ovviamente sul mio profilo!
3. Non lasciare mai ristagni d'acqua, ma neanche ricreare il deserto del Sahara"
UN MONDO, QUELLO VEGETALE, TUTTO DA SCOPRIRE
Ci sono piante più complesse di altre? Per dire, esistono "piante per principianti" e "piante per esperti"?
“Assolutamente si! Più le condizioni in cui vivono abitualmente in natura sono difficili da replicare in casa, più la difficoltà sale. Sicuramente consiglierei di partire dal Pothos, o meglio, Epipremnum Aureum, che se messa su un supporto può dare grandissime soddisfazioni!”
Quali sono gli errori più comuni che facciamo quando si tratta di prendersi cura delle nostre piante?
“Credere che una stanza, per quanto alla vista molto luminosa, lo sia abbastanza, soprattutto nel punto a 10 metri dalla finestra più vicina, ma anche bagnare secondo una cadenza fissa dettata dall'etichetta d'acquisto.”
Aprirei anche una parentesi motivazionale. Non ho piante in casa: perché dovrei prenderne una (o più, nel tempo)?
“Perché non solo ti riconnetteranno alla natura, dalla quale sembriamo esserci dissociati, ma anche perché saranno loro a prendersi cura di te, abbassando ansia, stress, preoccupazioni e regalandoti un sorriso a ogni nuova foglia. Esattamente come hanno fatto con me.”
Sei molto attivo sul fronte social, un punto di riferimento con la tua pagina 'passionplantlovers': quanto senti di aver dato a quel progetto, in termini di energie fisiche e mentali, e quanto senti che quel progetto ha dato a te?
“Sembra retorico, ma ho realmente dato ogni fibra del mio essere a questo progetto, inizialmente nato per caso. Ho pubblicato quando non ne avevo voglia, quando non mi guardava quasi nessuno, e quando i video non performavano, ma ho continuato perché volevo proprio che la gente si appassionasse quanto me, o per lo meno ci provasse. Cosa mi ha dato? Un riscontro pazzesco dalle persone, e adesso ‘La felicità mette Radici’.”
A proposito di progetti, sguardo al futuro: c'è qualche novità in cantiere? Cosa riserva il domani a Marco Ippolito?
“La mia speranza è quella di scrivere altri libri, su altre piante e magari poter viaggiare e conoscerne altre direttamente nei loro luoghi d'origine. E, chi lo sa, magari anche parlarne in Tv, ma mi piace vivere nel qui ed ora.”
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