Luigi Di Maio a RTL 102.5: “Per evitare un Iran con la bomba nucleare serve un accordo diplomatico. Meloni premiata da stabilità”

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Redazione WebIl Rappresentante Speciale dell'UE per la Regione del Golfo, Luigi Di Maio, è stato ospite di RTL 102.5 in Non Stop News con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro
IL VERTICE NATO IN TURCHIA, TRUMP: “C'ERA AMORE”
«È logico che dobbiamo necessariamente guardare agli atti approvati dal vertice NATO, perché, se poi stiamo alle dichiarazioni del presidente Trump, è normale che si seguano le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti. Ma nelle prossime ore io mi aspetto tante altre dichiarazioni che magari possono anche ridiscutere quello che lui ha detto sull'amore. Ieri sera ha detto che qui “c'era tanto amore”. La verità è che, nel vertice NATO, gli atti finali con la firma degli Stati Uniti dicono tre cose. Uno, si stabilisce ancora una volta la validità dell'articolo 5 della NATO. Loro dicono che, se uno viene attaccato, vengono attaccati tutti, e questa è una cosa che da un po' di tempo si riteneva non più scontata, proprio per le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti. Numero due, l'Ucraina, il supporto all'Ucraina da parte di tutti i membri della NATO e addirittura un'apertura degli Stati Uniti sulla possibilità che l'Ucraina possa autoprodurre i missili Patriot, che banalmente servirebbero a salvare vite a Kiev, sotto attacco dei russi anche negli ultimi giorni. E terzo, secondo me, cosa molto importante: il rilancio tecnologico della NATO. Oggi ne parlava l'ambasciatore Ettore Sequi su La Stampa. È una nuova NATO che comincia a investire molto di più nelle sfide dell'intelligenza artificiale, perché l'intelligenza artificiale sta diventando come la corsa agli armamenti durante la Guerra Fredda. È qualcosa che noi dobbiamo fronteggiare tutti quanti insieme, ma l'unità dell'Alleanza, secondo me, preoccupa sempre i nostri competitor internazionali e questo è stato un messaggio molto chiaro che viene dal summit di ieri».
L’EUROPA E I PAESI DEL GOLFO
«Noi dobbiamo dire che, come i nostri partner nel Golfo, ad esempio l'Arabia Saudita, gli Emirati, il Qatar, il Bahrein, il Kuwait e l'Oman, a cui va la mia solidarietà anche oggi perché soprattutto il Kuwait e il Bahrein sono stati colpiti stanotte da missili iraniani, anche noi abbiamo sempre creduto che, per evitare un Iran con la bomba nucleare, serva un accordo diplomatico. Cioè, purtroppo, dobbiamo trovare un accordo come abbiamo fatto dieci anni fa, per cui si mettono ispettori dell'Agenzia Internazionale, telecamere per controllare che non venga arricchito l'uranio sopra una certa soglia e quindi l'Iran abbandoni la bomba nucleare. Il conflitto purtroppo ci sta dimostrando questo: che comunque serve un accordo. Però mi lasci dire che, al di là delle origini e delle cause iniziali del conflitto, oggi noi abbiamo una situazione, nelle ultime ore, in cui l'Iran ha violato il cessate il fuoco colpendo una nave del Qatar che passava per le acque dell'Oman. Violando il cessate il fuoco, ha riacceso il conflitto. Quello che noi diciamo e che stiamo facendo - io sono stato a Doha pochi giorni fa incontrando il primo ministro - è che bisogna ritornare al tavolo del cosiddetto MOU, del Memorandum of Understanding, che era stato firmato sia da Trump sia dal presidente iraniano poche settimane fa e che contiene il percorso per arrivare alla pace e arrivare anche a un Iran senza bomba nucleare. Questa è una notizia che probabilmente non sta circolando ancora in Italia. Lunedì abbiamo organizzato un incontro a Bruxelles con i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo, quelli che ho appena menzionato, e i ministri degli Esteri europei. Si riuniranno a pranzo per un incontro nel quale discuteranno dell'attuale situazione e di come supportare l'implementazione del Memorandum of Understanding, che ha visto come primo luogo del negoziato la Svizzera, come secondo luogo di dialoghi separati, di colloqui separati, Doha proprio la settimana scorsa. Ed è assurdo che l'Iran colpisca proprio una nave del Qatar, che è il Paese che sta mediando tra gli Stati Uniti e l'Iran».
LO SCENARIO POLITICO ITALIANO
«Sui problemi interni io purtroppo non posso dare consigli, perché ne ho pagato anche un po' le conseguenze in passato per le questioni delle dinamiche politiche interne. Però le posso dire una cosa: guardandola dai Paesi di cui mi occupo, quindi i Paesi del Golfo, il fatto che questo Governo sia stabile e vada avanti ormai, e io lo auguro a tutti i governi, per cinque anni, dà molta opportunità di poter programmare quantomeno a medio termine, dal punto di vista dei progetti di investimento dei Paesi arabi in Italia e delle opportunità per le imprese italiane nei Paesi arabi. Quindi io credo che il grande asset del presidente Meloni sia stata la stabilità. Poi si può discutere e le elezioni sono sempre il momento in cui i cittadini possono decidere se confermare un Governo o mandarlo a casa, però io vengo da una stagione nella quale in cinque anni sono caduti tre governi e anche il Governo Draghi non arrivò alla fine. Il fatto di avere un Governo stabile è stato molto importante e lo auguro a chiunque vincerà le prossime elezioni: durare cinque anni e poi gli italiani decidono se hai governato bene o hai governato male».
IL PERCORSO POLITICO DI LUIGI DI MAIO
«Nel 2018 noi prendemmo il 32% e il secondo partito, dopo di noi, prese il 17%. Quindi, anche con un po' di ingenuità, arrivammo alle prime consultazioni dicendo: il leader, il candidato premier del partito che ha preso il doppio del secondo è giusto che faccia il premier. Questo succede in Spagna, succede in Germania, succede in tutti i Paesi dove c'è un sistema più o meno similare. Così non fu e poi invece devo dire che il centrodestra ha confermato questo principio, cioè che il primo partito esprime il presidente del Consiglio. Detto questo, non è niente di segreto. Si ricorderà che, in quei cento giorni per formare il Governo gialloverde, ce ne furono almeno cinquanta in cui noi dicevamo: siamo il primo partito e noi vogliamo il presidente del Consiglio. Poi arrivammo al compromesso sul presidente del Consiglio del Governo gialloverde, che fu scelto da entrambi i leader dei partiti della Lega e del Movimento 5 Stelle, e che fu Giuseppe Conte. Non è che era un sogno che scendeva dalle nuvole, era semplicemente una questione matematica. Però in Italia la politica non è mai matematica, com'è anche giusto che sia. Ogni esperienza mi ha aiutato e, se devo ringraziare gli italiani per tante cose, li ringrazio soprattutto per quello 0,6% datomi a settembre del 2022, perché quello è stato un vero bagno di realtà. Da allora poi ho conosciuto la mia compagna, abbiamo avuto un figlio ed è iniziata la mia vita privata. Quindi veramente, di tutti i momenti, come sempre, le sconfitte sono quelle che ti insegnano di più. Nelle vittorie pensi sempre di aver fatto tutto giusto, nelle sconfitte è il grande momento per capire, per fare autocritica. E quella autocritica mi è servita tanto, perché lei ha citato tanti incarichi che ho avuto nella mia vita, tante esperienze, ma tutto velocemente, in meno di dieci anni. Quindi era anche giusto che ci si fermasse un attimo e si riflettesse su chi ero e che cosa volessi dalla mia vita».

