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Mondiali 2026, la Spagna è campione del Mondo, battuta l'Argentina

Mondiali 2026, la Spagna è campione del Mondo, battuta l'Argentina

Photo Credits: EPA/RONALD WITTEK

Tommaso AngeliniTommaso Angelini
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Le Furie Rosse in finale battono 1 a 0 l'Albiceleste nei tempi supplementari grazie alla rete di Ferran Torres che regala così agli spagnoli la seconda coppa del mondo della loro storia

La Spagna torna sul tetto del mondo e scrive una nuova pagina della propria storia calcistica. A sedici anni dal trionfo conquistato in Sudafrica, la nazionale di Luis de la Fuente supera l'Argentina per 1-0 dopo una finale combattutissima e conquista il secondo Mondiale della sua storia, diventando la prima selezione a vincere due edizioni della Coppa del Mondo nel XXI secolo. A decidere la sfida è Ferran Torres, autore della rete che vale il titolo nei tempi supplementari, interrompendo il sogno dell'Albiceleste di confermarsi campione del mondo. Il MetLife Stadium ospita una finale attesissima, caratterizzata anche dal simbolico confronto tra Lionel Messi e Lamine Yamal, due generazioni accomunate dal legame con il Barcellona. Alla vigilia tutta l'attenzione è rivolta ai due fuoriclasse, ma a prendersi la scena è un altro prodotto della cantera blaugrana, Ferran Torres, fin lì ancora a secco nel torneo e destinato a firmare il gol più importante della sua carriera.


PRIMO TEMPO

Nei primi minuti l'unico vero squillo argentino arriva da una progressione di Messi, fermata con tempismo da Unai Simón in uscita fuori dall'area. Da quel momento la Roja alza progressivamente il baricentro, occupando stabilmente la metà campo avversaria grazie alla qualità dei propri centrocampisti e alla continua mobilità del reparto offensivo. Il possesso spagnolo cresce con il passare dei minuti, ma le occasioni da rete sono poche. La migliore del primo tempo arriva al 38', quando una lunga azione manovrata libera Mikel Oyarzabal al limite dell'area: il suo destro è potente ma centrale e permette a Emiliano Martínez di bloccare senza particolari difficoltà. Poco dopo arriva anche un problema per Scaloni, costretto a rinunciare a Lisandro Martínez per infortunio e a inserire Nicolás Otamendi. La prima frazione si chiude con appena due tiri nello specchio, entrambi firmati dalla Spagna, fotografia perfetta di una finale estremamente tattica e bloccata.


SECONDO TEMPO

Dopo l'intervallo l'Argentina prova a cambiare volto. Scaloni richiama Nicolás González e manda in campo Leandro Paredes nel tentativo di aumentare qualità e intensità in mezzo al campo. L'ingresso dell'ex centrocampista della Roma produce però subito un rischio enorme: un pallone perso nella propria metà campo spalanca una chance ad Álex Baena, che spreca calciando addosso a Martínez. La Roja continua a comandare il gioco senza riuscire a trovare il guizzo decisivo. De la Fuente inserisce forze fresche con Pedri e Ferran Torres, mentre l'Argentina prova a resistere abbassando il proprio blocco difensivo. La miglior occasione della ripresa nasce da una giocata di Lamine Yamal, che pennella un cross perfetto per Torres, incapace però di indirizzare il colpo di testa lontano dal portiere argentino. Con il trascorrere dei minuti la pressione spagnola aumenta ulteriormente. Entrano anche Nico Williams e Mikel Merino per dare nuova energia all'attacco, mentre l'Albiceleste appare sempre più in difficoltà fisica. Emiliano Martínez è costretto agli straordinari per opporsi ai tentativi di Pau Cubarsí e compagni, mantenendo in vita i campioni del mondo. Nel finale dei tempi regolamentari la situazione si complica ulteriormente per gli argentini. Enzo Fernández, già ammonito, commette un fallo su Cubarsí e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando i suoi in inferiorità numerica proprio prima dei supplementari. L'ultima occasione dei novanta minuti è ancora della Spagna, con una punizione di Lamine Yamal che trova la risposta spettacolare di Martínez.


I SUPPLEMENTARI

L'extra time diventa un lungo assedio della Roja. L'Argentina, senza energie e con un uomo in meno, fatica perfino a superare la metà campo. La squadra di De la Fuente continua a macinare gioco e costruisce un'impressionante quantità di occasioni, ma il gol continua a non arrivare. Quando i rigori sembrano ormai inevitabili, arriva l'episodio destinato a cambiare la storia della finale. Pedro Porro disegna un cross preciso dalla trequarti, Nico Williams prolunga di testa sul secondo palo e Ferran Torres si fa trovare puntuale all'appuntamento con il destino, spingendo il pallone in rete da pochi passi e facendo esplodere la gioia dei tifosi spagnoli. Gli ultimi minuti sono un disperato assalto dell'Argentina, che nonostante l'inferiorità numerica tenta l'ultima reazione. Pau Cubarsí salva la propria porta con un intervento decisivo, mentre Giovanni Simeone spreca l'ultima opportunità calciando alto. Al triplice fischio può partire la festa della Spagna. La Roja conquista il secondo titolo mondiale della propria storia, confermando il proprio ritorno ai vertici del calcio internazionale e chiudendo un torneo straordinario con il trofeo più prestigioso. Per l'Argentina, invece, svanisce il sogno del bis iridato, al termine di una finale combattuta ma dominata nel gioco dagli uomini di Luis de la Fuente.