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Istat, il calo demografico non si ferma. Boom di emigrazioni all’estero

Istat, il calo demografico non si ferma. Boom di emigrazioni all’estero

Istat, il calo demografico non si ferma. Boom di emigrazioni all’estero Photo Credit: agenziafotogramma.it


Nel 2024 sono nati appena 370mila bambini. E la speranza di vita supera i livelli pre-pandemia

Nuovi dati, stesso refrain. Il tema del calo demografico rimane drammaticamente attuale in Italia e a certificarlo sono i dati Istat pubblicati questa mattina. Le rilevazioni fanno riferimento al 2024 e descrivono un quadro in continuità con quanto emerso negli anni post-pandemici. Di fianco a un tasso di fecondità che ha raggiunto il minimo storico, si assiste all’aumento della speranza di vita e degli espatri. A questo si unisce la componente di cittadini di origine straniera trasferitasi in Italia che porta il totale della popolazione residente nel Bel Paese a 58 milioni 934mila individui (in calo di 37mila unità rispetto al 2023). Una diminuzione che prosegue ininterrottamente dal 2014.

Le aree più colpite

Il calo demografico non risulta distribuito omogeneamente in tutte le aree del Paese. Anzi, alcune zone registrano una modesta crescita. È il caso delle regioni del Nord, nelle quali è possibile individuare un aumento della popolazione dell’1,6 per mille. Il Centro e il Mezzogiorno, invece, collezionano variazioni negative, con un picco critico nelle Aree interne del Mezzogiorno.
Andando a vedere le singole regioni, festeggiano il Trentino-Alto Adige, la cui popolazione risulta in aumento (+3,1 per mille), l’Emilia Romagna (+3,1 per mille) e la Lombardia (+2,3 per mille). Sono, invece, Basilicata e Sardegna a registrare il calo più significativo (rispettivamente -6,3 per mille e -5,8 per mille).

I nuovi nati

Nel 2024 le nascite si attestano a quota 370mila, registrando una diminuzione sul 2023 del 2,6%. A preoccupare gli esperti è soprattutto il calo del tasso di fecondità. Il dato tocca il minimo storico raggiungendo il valore di 1,18 figli per donna (superando il precedente record di 1,19 risalente al 1995). Questo trend è in parte spiegabile anche con un’altra tendenza: l’aumento dell’età media al parto che si attesta a 32,6 anni. Infatti, ritardando il momento del concepimento, si riduce anche la probabilità di gravidanza per le potenziali madri. Al contempo si assiste a una diminuzione del numero di componenti dei nuclei domestici. Oltre una famiglia su tre, infatti, è formata da una sola persona.

L’Istat, inoltre, segnala una importante crescita della speranza di vita che, nel 2024 arriva a 83,4 anni allungandosi di ben 5 mesi rispetto al 2023.

Da segnalare anche il numero di cittadini arrivati dall’estero per stabilirsi in Italia. Le immigrazioni si attestano intorno alle 435mila unità, in diminuzione rispetto al 2023. Aumentano, invece, le emigrazioni verso paesi Ue ed extra-Ue: il dato tocca le 191mila unità, portando il saldo migratorio netto con l'estero a +244mila,



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