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Scontri in Val di Susa, 450 gli identificati, oltre 120 i feriti tra le forze dell’ordine

Scontri in Val di Susa, 450 gli identificati, oltre 120 i feriti tra le forze dell’ordine

Photo Credits: Ansa: ANSA/BRUNO BRIZZI

Redazione WebRedazione Web
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Un milione di danni al cantiere di Chiomonte

Sono 450 al momento gli identificati per gli scontri di ieri in val di Susa durante la protesta No Tav. Lo si apprende da fonti qualificate. Superano quota 120 i feriti tra le forze dell'ordine. In particolare sono 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della guardia di finanza. Ammonta, inoltre, a circa un milione di euro la prima stima dei danni causati al cantiere di Chiomonte a seguito delle scene di guerriglia che si sono vissute ieri, con alcune centinaia di manifestanti incappucciati entrati nell'area lanciando pietre, bombe carta e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine.

"Sono scene che una società civile non può iscrivere nelle pagine della sua storia. Per puro miracolo non c'è scappato il morto". Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp, in merito alle proteste degli antagonisti sfociate in scontri molto duri. “Il Ministro dell'Interno Piantedosi invii un segnale forte e deciso, perché le donne e gli uomini in divisa non ne possono più" ha aggiunto Felice Romano.

“Una grande giornata di lotta”, così invece il movimento No Tav ha commentato l’assalto ai cantieri dell’Alta Velocità Torino-Lione. "Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall'esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all'ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell'ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza oggi'', si legge nel comunicato diffuso nelle scorse ore. “Migliaia di persone sono riuscite a raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia, dimostrando che la val di Susa e tutt'altro che pacificata", si sottolinea ancora nella nota dei No Tav.

"Se parlano come terroristi e agiscono come terroristi allora sono probabilmente terroristi. Da mettere fuorilegge", ha commentato sui social il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini.