Elly Schlein a RTL 102.5: “Meloni pronta a sacrificare donne per difendere il suo potere”

Photo Credits: ANSA/FABIO CIMAGLIA
Redazione Web“Elezioni a settembre? Noi siamo già pronti”
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, interviene a RTL 102.5 in merito alla sfiducia all’emendamento alla legge elettorale. All’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo.
LA SFIDUCIA ALLA LEGGE ELETTORALE
«È successo che la maggioranza è andata sotto, è successo che il governo è stato sfiduciato dagli stessi deputati della maggioranza perché hanno punito evidentemente l'arroganza con cui Giorgia Meloni cercava di imporre una legge elettorale. È una legge elettorale che era piena di problemi, noi l'abbiamo definita da subito irricevibile proprio perché tra le altre cose ha un premio abnorme che permetterebbe di raggiungere quasi da soli i voti che servono, ad esempio per eleggere il Presidente della Repubblica. Un antipasto di premierato, insomma. Quando hanno perso il referendum costituzionale hanno deciso di fermarsi su quell'altra riforma costituzionale perché non vogliono andare incontro a un altro referendum e stanno cercando di realizzare il premierato via legge. Devo dire che è stata punita anche un'altra arroganza ieri. Quella di un presidente del Consiglio donna che ha fatto un patto di potere e pur di difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne, perché questo emendamento finto sulle preferenze, nel senso che prevedeva i capilista bloccati, questo vuol dire che la stragrande parte dei parlamentari sarebbe stata comunque nominata dalle segreterie di partito ed è un emendamento che cancellava completamente la parità di genere, anche nei capilista quindi poteva potenzialmente portare a eleggere tutti capilista uomini, cosa che noi abbiamo subito denunciato ieri in aula. Quindi, la maggioranza è andata sotto. Giorgia Meloni dovrebbe trarre le conseguenze di questo gesto perché si è aperta una crisi di governo e siamo all'assurdo in cui la maggioranza cerca di andare avanti fischiettando come se non fosse accaduto niente».
LE CONSEGUENZE DEL VOTO PER GIORGIA MELONI
«Certamente dovrebbe trarne le conseguenze quello che con tutte le opposizioni abbiamo detto ieri. Cioè ieri si è fratturata la maggioranza. Giorgia Meloni si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e nel frattempo ha imposto ai suoi di provare ad andare avanti. Tant'è che ieri sera, fino a mezzanotte, siamo rimasti con tutte le opposizioni per dirgli “voi dovete fare questa riflessione”, lo dice persino la premier, è inutile andare avanti con questa farsa perché è mancata la maggioranza quindi evidentemente il problema Giorgia Meloni ce l'ha tra i suoi alleati, che non vogliono davvero andare avanti con questa legge elettorale. Quindi è chiaro che dovrebbe trarne le conseguenze e dovrebbero andare a casa e finalmente consentire che arrivi un'alternativa che possa fare quello che non hanno fatto loro per questi anni. Perché la verità è che per questi quattro anni questo governo aveva in Parlamento i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani».
LUPI: “SIAMO COMPATTI, ANDREMO AVANTI”
«Possono raccontare quello che vogliono però era un emendamento fortemente voluto dalla Presidente del Consiglio e dal suo partito che ha cercato in tutti i modi di imporlo agli alleati. Fino a ieri mattina, infatti, non avevano ancora trovato un accordo, si sono illusi che poi avrebbe retto grazie a una forzatura che la Presidente del Consiglio ha fatto e che le è tornata indietro. Perché, ripeto, è evidente che essendo andati sotto sono mancati proprio i numeri della sua maggioranza e nelle votazioni appena precedenti, alcune delle quali anche su emendamenti delle opposizioni che prevedevano le preferenze, hanno votato contro e avevano più di 200 voti. Quindi arrivare poi ad averne 187 voi capite che ne sono mancati diversi tra i partiti della maggioranza».
DIMISSIONI MELONI E CADUTA GOVERNO
«Guardi noi saremo pronti con le opposizioni in qualunque momento perché la vera notizia di ieri è che è crollata tutta la narrazione di questo governo che si basava sull'idea di una maggioranza solida e compatta e di divisioni presunte tra le opposizioni. Ieri la fotografia chiara del Paese è stata al contrario, c'è stata una maggioranza divisa, è stata la prima prova di un voto segreto mentre tutte le opposizioni hanno agito unitariamente ieri, unitariamente e insieme siamo usciti anche fuori in piazza al presidio che era stato convocato da Più Europa e da altre forze politiche per dire la stessa cosa: serve oggi un'alternativa al Paese, perché dopo quattro anni di questo governo noi ci troviamo con un'Italia che ha la crescita a zero, abbiamo purtroppo i salari tra i più bassi d'Europa, abbiamo le bollette dell'energia che sono invece le più care d'Europa e hanno portato le tasse e la pressione fiscale al record degli ultimi 12 anni, per non parlare delle liste d'attesa nella sanità che si sono allungate all'infinito, quindi davanti a tutto questo noi vorremmo riportare al centro della discussione i bisogni concreti delle persone, che è quello che questa maggioranza non ci ha concesso perché in un Paese così è incredibile che per Giorgia Meloni e il suo governo la priorità fosse quella di cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere».
IL VOTO SEGRETO
«Guardi noi abbiamo chiesto il voto segreto perché ci era chiaro che la maggioranza non fosse affatto compatta come la racconta Giorgia Meloni ed è una tecnica parlamentare. A questo punto però noi abbiamo dichiarato tutti in trasparenza come votavamo su tutti questi emendamenti. Ieri mattina noi ci siamo riuniti con tutto il gruppo del Partito Democratico e abbiamo deciso che con questa destra non avremmo votato niente visto che ha fatto forzature senza precedenti anche in Parlamento su questa legge elettorale ma abbiamo deciso di votare tutti i nostri emendamenti fatti insieme alle altre opposizioni, tra cui su questioni importanti come quella del voto fuori sede e quella del voto all'estero, su cui credo che non si sia detto abbastanza che la destra sta prendendo lezioni da Trump perché hanno deciso proprio di notte, l'altra sera, di presentare un emendamento che riscrive i collegi dell'estero e pensate un po' l'effetto di quella riscrittura è che saltano dei deputati dell'opposizione. Quindi questo è proprio il chiaro esempio che prendono le lezioni più sbagliate dai repubblicani di Trump che stanno facendo la stessa cosa negli Stati Uniti. Quindi noi abbiamo presentato molti emendamenti comuni molti dei quali superano le liste bloccate perché siamo tutti contrari alle liste bloccate e l'abbiamo fatto attraverso collegi piccoli oppure preferenze quindi noi abbiamo fatto una battaglia unitaria e trasparente con le altre opposizioni e chi invece non la raccontava giusta stava nella maggioranza di Giorgia Meloni».
“DIVISIONI SUPERABILI PER ANDARE AL VOTO”
«Dopo quello che è accaduto ieri, mi sembra difficile continuare a parlare delle divisioni delle opposizioni perché è palese ed evidente che ci sono profondissime divisioni dentro a questo governo, anche sulle politiche estera su cui ne hanno tre diverse tra Meloni, Salvini e Tajani. Il nostro dovere è farci trovare pronti. Io dico sempre: non partiamo da zero perché in questi tre anni abbiamo fatto tante proposte condivise con l'impegno che siano le prime cose che facciamo se insieme vinciamo le prossime elezioni, a partire da un salario minimo in un paese in cui ci sono 4 milioni di lavoratrici e lavoratori che sono poveri anche se hanno un lavoro oppure ancora la proposta che abbiamo fatto sui congedi paritari, cosa significa? Immaginate come funziona in altri paesi europei che in Italia quando ti nasce un figlio ci siano cinque mesi di congedo paritario per entrambi i genitori pagati al 100%, non soltanto per le madri all'80%, mettendole anche in competizione nella scelta tra il lavoro e farsi una famiglia ma anche per i padri, aiutiamo anche i padri a vedere crescere i propri figli. Queste proposte sono state già firmate e presentate insieme da tutte le forze di opposizione, parlo anche di quelle che riguardano la sanità pubblica su cui bisogna assumere medici e infermieri perché altrimenti ridurremo le liste d'attesa e le persone continueranno a rinunciare a curarsi. Sono 6 milioni gli italiani che hanno rinunciato almeno a una prestazione sanitaria perché non se la possono permettere o perché la lista d'attesa è troppo lunga. Su tutti questi temi noi abbiamo già lavorato insieme è la base di un programma che alla fine fa una cosa semplicissima: attuare fino in fondo la nostra costituzione articolo per articolo».



